Introduzione

Sono nata sotto il segno dell’ariete 39 anni fa, fin dall’adolescenza mi distinsi per il mio spirito eclettico, orientata verso studi umanistici e dopo studi liceali socio-psico-pedagogici, intrapresi la carriera universitaria.

Inizialmente il mio interesse era nel mondo del giornalismo, infatti nel 1998 tentai di iscrivermi a Scienze della Comunicazione (allora era una facoltà a numero chiuso) e al diploma universitario in Giornalismo (presente solo alla Lumsa e abolito quell’anno accademico).

Alla fine nel 1999 mi iscrissi a Lettere e Filosofia, ma presto mi resi conto che non era necessariamente Lettere la Facoltà giusta per il giornalismo, perchè tale strada potevo intraprenderla con qualsiasi altra laurea ; mi orientai quindi verso la diretta prosecuzione degli studi superiori, trasferendosi a Scienze dell’Educazione. Tra un esame e l’altro lavoravo anche il week-end come Hostess pubblicitaria .Gli esami scorrevano tranquilli e soddisfacenti, nel 2001 partecipai per gioco a Miss Agriturismo venendo a conoscere l’ideatore della manifestazione. Costui era un fotoreporter che mi introdusse nei duri ambienti del giornalismo locale.

Da lì iniziai a pubblicare articoli su un mensile della zona, ma dopo poco più un anno il giornale chiuse i battenti per mancanza di finanziamenti. Quindi mi ritrovai punto e a capo. Tentò di proseguire cercando altri giornali (Il Quotidiano della Sera) stavolta a Roma ma con molte difficoltà,dovute anche all’inizio del Tirocinio pre-laurea in una comunità per minori e all’impegno per la tesi.

A dicembre del 2003, a tre mesi dalla tesi intrapresi l’esperienza del servizio civile volontario presso un’ associazione Onlus per la protezione civile:il Centro Alfredino Rampi Onlus.

A Marzo del 2004 mi laureai presso “Università Roma Tre” con una tesi in bioetica dal titolo “L’educazione all’affettività nelle strutture scolastiche ed extrascolastiche”.

Nell’autunno dello stesso anno mi iscrissi a un corso di qualifica regionale post-laurea dell’Irre del Lazio: “Tutor nel sistema rinnovato istruzione-formazione” presso A.N.C.E.I. di Roma.

A dicembre del 2004 conclusi l’esperienza del servizio civile volontario .

A febbraio 2005 iniziai a fare supplenze nella scuola elementare statale,mentre a maggio dello stesso anno, iniziai a fare supplenze nella scuola dell’infanzia comunale.

In quel periodo feci un corso regionale post-laurea addetto ufficio stampa come operatore socio-culturale presso Iri Management.

Dal 2006 a oggi ho continuato a fare l’insegnante soprattutto nella scuola dell’infanzia cercando di conciliare tra mille ostacoli passioni e lavoro in un filo conduttore .Nel mio blog “Scampoli di vita di una giornalista a scuola”ci sono articoli su svariati argomenti in particolare sulla scuola e il precariato cavallo di battaglia da sempre.
Ha collaborato a titolo gratuito per un quotidiano,diversi mensili, periodici telematici e un portale di psico-pedagogia con la prospettiva di farsi conoscere come addetto ufficio stampa e pubblicista freelance.
Nell’aprile del 2009 ho collaborato facendo comparse in alcuni episodi del film indipendente sul precariato “La Ballata dei precari”di Silvia Lombardo,Corrado Ceron,Giordano Cioccolini, (sceneggiatura Tiziana Capocaccia)è uscito a dicembre 2011 l’omonimo libro tratto dal film …
ho esordito in un cameo di pochi secondi nell’episodio “Masterizzati”interpretando me stessa dopo la laurea…Non le varrà un Oscar nè un Leone d’argento, ma un’esperienza quella sì…L’oversharing è uno dei mei tratti distintivi, vuoi perchè ho la capacità di far parlare sempre di lei. Bene o male purchè se ne parli…
A novembre 2011 è nata Valentina la sua primogenita…
Il 29 novembre 2012 supero il colloquio-esame con il presidente Bruno Tucci dell’Odg Lazio e diventa giornalista-pubblicista…Il 23 marzo 2013 viene pubblicato il suo primo articolo pagato su un quotidiano nazionale: La Notizia Giornale di Gaetano Pedullà.

In quello stesso anno ho iniziato a pubblicare articoli su Blasting News,una testata telematica con sede in Svizzera.

Ad Ottobre 2013 supera l’orale del concorso 300 insegnanti scuola infanzia di Roma Capitale iniziato con la preselezione e lo scritto nel 2012.Come idonea il 4 settembre 2015 viene assunta a tempo indeterminato con sede provvisoria in zona p.zza Ungheria a Roma.

Terminato l’anno di prova ,nel 2016 mi sono trasferita con sede definitiva in zona limitrofa al mio domicilio.

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Intervista a Maria Luciani autrice del libro “Ti racconto le mie storie”


Racconti di un disturbo di ansia infantile ancora poco conosciuto in Italia.

Andiamo a conoscere la storia di una ragazza che ci racconterà la sua esperienza legata a un disturbo infantile poco noto:il mutismo selettivo. Maria Luciani è nata a Roma nel 1997.Ha frequentato un istituto professionale di moda come scuola superiore, anche se poi si è accorta che non faceva per lei.

E’ stata dura scegliere la scuola superiore perchè non sapeva cosa fare. Non si sentiva portata per niente.

– A 6 anni come hai scoperto di essere affetta da mutismo selettivo, un disturbo di ansia poco conosciuto?

A casa parlavo tranquillamente perchè è un ambiente in cui mi sentivo sicura e a mio agio, mentre non era così in altri contesti sociali. Sono uscita dal silenzio tre anni fa. Se ne può uscire a qualunque età, magari crescendo sarà più difficile soprattutto riuscire a relazionarsi con gli altri, ma mai impossibile.

Richiede tempo e pazienza. Siamo molto sensibili, anche troppo direi. E se non salutiamo o non rivolgiamo parola, non lo facciamo perchè siamo maleducati o cattivi come ci descrivono tutti, ma perchè non riusciamo, abbiamo la voce completamente congelata. E’ come avere un forte nodo che ti stringe la gola. Ho scoperto di avere il mutismo perchè a scuola non parlavo con nessuno. E allora i miei genitori hanno cercato un centro di diagnosi per scoprire di cosa si trattava.

Fin dal primo giorno di scuola elementare non emettevo fiato. Non parlavo neanche in altri ambienti come in piscina, al bar, al supermercato. Fuori casa ero totalmente chiusa. Il fatto che mi etichetassero come quella ”muta” mi ha sempre dato fastidio perchè io non mi sentivo così, sapevo che era l’ansia che bloccava la voce. Sapevo che la vera me era nascosta dentro. Dentro ero un vulcano di pensieri ed emozioni. Pensieri che a parole non riuscivo a dire, ma che riuscivo ad esprimere benissimo attraverso la scrittura.

– Tra le tue passioni scrivere è quella fondamentale che ti ha portato a descrivere il tuo vissuto, le tue emozioni e riflessioni attraverso il libro autobiografico “Ti racconto le mie storie”, parlacene brevemente. Ho sempre scritto. Anche le interrogazioni a scuola, vista la mia impossibilità a comunicare verbalmente, le facevo scritte. Ho scritto un piccolo libro a proposito di tutto questo, si intitola ”Ti racconto le mie storie”. L’ho scritto in un periodo in cui andavo ancora a scuola.

Sono dei piccoli racconti brevi, alcuni reali, altri un pò inventati, ma che descrivono esattamente i miei sentimenti provati in quel momento. Erano sentimenti di rabbia, di tristezza, angoscia e di frustrazione. L’impossibilità ad interagire con i miei coetanei soprattutto in adolescenza dove farmi degli amici diventava per me una necessità, mi hanno portato negli ultimi due anni di scuola ad un crollo emotivo. Mi sentivo diversa, fuori posto, esclusa.

Tutte sensazioni che un normale adolescente vivrebbe, ma più amplificate per via del disturbo. Mentre fuori mi sbloccavo, a scuola ero ancora quasi del tutto chiusa. Ero arrabbiata con i miei coetanei, con gli adulti e con me stessa in particolare. Perchè pretendevo tanto da me stessa e non accettavo più questa mia condizione. Il fatto di ritrovarmi ancora così a 17 anni, mi mandava su tutte le furie.

– Quali altre passioni coltivi?

Oltre la scrittura, ho altre passioni che sono lo spagnolo che adoro.L’ho studiato alle scuole medie e l’ho amato fin da subito. La considero la mia seconda lingua. Di solito tutti amano più l’inglese, io invece mi distinguo anche per questo. Con l’inglese sono negata. Amo viaggiare, in aereo soprattutto che è il mio mezzo di trasporto preferito, ma anche in macchina, in treno o sulla nave, mi piace guardare fuori dal finestrino e perdermi fra i miei pensieri. Adoro i viaggi, ma non quelli corti, quelli lunghi. Sono stata in Sardegna più di una volta e l’ultimo viaggio che ho fatto anni fa ormai, è stato in Argentina. Preferisco l’inverno e il freddo perciò amo la montagna. Mi fa pensare ad un posto tranquillo. Adatto a me insomma. Amo andare al cinema e al teatro per vedere musical soprattutto. Mi piace il palcoscenico e pensare a cosa fanno gli attori prima di esibirsi in scena dietro le quinte. Il backstage è ciò che mi affascina di più. E poi mi piace passeggiare per le vie della mia città. Abito a Roma che è davvero magica. Sono fiera di essere nata in una città così meravigliosa. Non la cambierei con nessuna.

– Il tuo sogno è quello di diventare una sceneggiatrice di film, che genere di film ti piacciono e che sceneggiatura ti piacerebbe scrivere?

Mi piacerebbe anche poter scrivere storie di film. Mi piacciono i film romantici, anche film basati su storie vere. Mi piacerebbe scrivere film di questo genere, magari con qualche storia d’amore.

-Come hai conosciuto Aimuse (Associazione italiana mutismo selettivo) e in che modo ti ha aiutato a uscire dal mutismo selettivo?

Mia madre è stata una delle fondatrici di Aimuse, una pioniera.E’ stata anche referente per il Lazio all’inizio.

Si è unita con altre mamme con figli che avevano lo stesso mio problema ed è nata l’associazione. Era il 2009 io facevo la seconda media. Ho fatto anche la “vacanzina terapeutica”,un’esperienza residenziale rivolta ai minori e alle loro famiglie con mutismo selettivo. Essendo uscita da quest’ultimo vado lì e sono un pò un esempio per chi deve uscirne.Oltrettutto fa bene anche a me, i terapeuti che ci seguono sono tutti competenti. Fare questo tipo di soggiorno mi aiuta a relazionarmi meglio con gli altri visto che spesso ho dei blocchi. L’estate scorsa siamo stati ad Armeno sul Lago D’Orta, in provincia di Novara e a gennaio di quest’anno a Milano.Quando sono lì mi sento parte di un gruppo e davvero a casa, mi sento veramente me stessa senza essere giudicata.

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Locandina evento 22 maggio 2019 incontro tra studenti e docenti di informatica con i giovani giornalisti vincitori del premio Morrione con il cortometraggio d’inchiesta “Doppia Ipocrisia”

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Roma Flowers Park e Tulipark : due realtà capitoline a confronto

Un parco pieno di tulipani può far tornare in mente l’infanzia e il cartone animato anni ’80 “Lulù l’angelo tra i fiori”, con la sigla italiana cantata dai Rocking Horse, il Fiore dei sette colori e le avventure della protagonista tra vari Paesi (compresa l’Olanda) per trovarlo.

Cogliere emozioni, in fondo, può essere anche questo: farci tornare indietro nel tempo.

Dal 23 marzo fino al 5 maggio, in Via Castel di Leva 358, in zona Divino Amore, è possibile ammirare i tulipani in fiore della prima edizione del Roma Flowers Park, un parco di oltre 22mila metri quadrati che richiama il Keukenhof, una delle principali attrazioni dei Paesi Bassi (considerato il più grande parco di fiori a bulbo del mondo), presso il quale sono stati piantati più di un milione di bulbi di tulipani olandesi, ben 79 varietà di questi fiori.

Una visitatrice al Roma Flowers Park.
Una visitatrice al Roma Flowers Park.
La struttura di Roma Flowers Park
Nel parco è presente una sezione con stand espositivi, presso i quali è possibile ammirare ed eventualmente acquistare prodotti tipici di Amatrice e della Ciociaria. Ci sono due vaste aree ristoro e pic-nic dove si possono degustare i prodotti tipici della tradizione laziale (come le note ciambelle di pane all’anice della provincia di Frosinone) facendo una sosta all’ombra di un uliveto o un vigneto.

È disponibile anche un’area giochi per bambini ed una didattica per avvicinare i più piccoli alla stagionalità dei fiori.

Qui possono imparare quali sono i periodi migliori per piantarli e le cure di cui hanno bisogno per crescere al meglio, e al contempo possono divertirsi a piantare i bulbi che poi porteranno a casa in un vasetto, souvenir floreale della giornata. Il parco è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, mentre sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:00. Il biglietto è acquistabile online al costo di 5 euro o alla cassa al prezzo di 6 euro, mentre per i bambini al di sotto dei 6 anni è gratis.

Un’ottima location per una scampagnata o per una gita primaverile fuori porta.

Tra le regole da rispettare c’è il divieto di calpestare le aiuole, di raccogliere fiori nelle aree protette della mostra, e a tale scopo è stata allestita la zona “Pick your flowers”. Non bisogna disperdere i rifiuti al fine di mantenere pulito il parco, sono ammessi i cani al guinzaglio e con museruola, e naturalmente i padroni devono provvedere a munirsi degli apposti sacchetti per raccogliere le deiezioni.

Non servono attrezzi per raccogliere i tulipani: si possono estrarre semplicemente con le mani, tirandoli dal terreno e portandoli a casa, seguendo i consigli degli addetti. Per coloro che giungono in zona in auto, è presente un’ampia area parcheggio.

Chi è interessato può anche prendere parte ad un contest fotografico: è necessario scattare una foto e postarla sui social con l’hashtag #RFP2019. Tutti i visitatori che mostrano l’immagine al “Pick your flowers” possono raccogliere il primo tulipano gratis, mentre il costo dei fiori successivi è di € 1,50 cadauno.

Roma Flowers Park sarà aperto fino a domenica 5 maggio.

Le differenze tra Tulipark e Roma Flowers Park
La seconda edizione del Tulipark si è conclusa il 22 aprile dopo quella dello scorso anno a Prima Porta. È stata inaugurata il 21 marzo in via dei Gordiani 73 in zona Villa De Sanctis al V Municipio. La differenza rispetto a Roma Flowers Park è data dalla presenza di 91 varietà di tulipani in 26mila metri quadrati di colori e profumi. Inoltre era stato realizzato anche un mulino a vento ed uno zoccolo olandese gigante (maxi klompen) dove scattare selfie e foto ricordo, e c’erano anche un furgone Wolkswagen vintage e altre attrazioni da immortalare. L’evento è stato arricchito da balli folkloristici a cura della Rome International Dance Academy, esibizioni da circo contemporaneo direttamente dalla Scuola Romana di Circo, spettacolari esibizioni di danza contemporanea gestite dalla Entertainment Artist Company di Claudio e Paolo Ladisa.

Per concludere, all’area ristoro TulipCafè si poteva scegliere tra frikandellen, salamelle impanate a forma di vera e propria salsiccia, saporito formaggio Gouda, bahmi impanati e bitterballen, tipiche polpette olandesi.

CURIOSITÀ

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Intervista ad Andrea Martire autore della Guida Verace di Centocelle

Secondo Badi la piattaforma leader per l’affitto di stanze, Centocelle è uno dei quartieri più cool della capitale che si sta lasciando alle spalle la nomina di quartiere “degradato”, anche grazie all’apertura di bistrot e locali di tendenza.

Lo rivela anche un articolo del giornalista Paolo Baroni uscito di recente su La Stampa il 21 marzo scorso in cui Centocelle viene paragonata ad alcuni quartieri di Londra come Jaurès, Tooting o Shepherd’s Bush.

Alcune domande all’autore del libro: Andrea Martire

– Cosa ne pensi dei paragoni sopracitati tra Centocelle e alcuni quartieri londinesi? Sono veritieri secondo il tuo punto di vista?

La Guida Verace di Centocelle nasce per un atto di giustizia e di orgoglio. Ho trascorso 35 dei miei 45 anni qui, ci sono nato, ci ho fatto tutte le scuole, mi sono formato. Qui è dove crescerà mia figlia. Non potevo più sopportare che il mio quartiere venisse considerato pericoloso, malfamato, non degno di essere conosciuto.

Ho voluto restituire qualcosa alle strade che mi hanno accolto, alle vie che mi hanno fatto crescere, alla mia gente. Era un po’ che ci pensavo poi trovai un annuncio: “Guida Verace (all’epoca esisteva solo quella di Piazza Bologna) cerca autori”. Mi candidai, mi presero. La Guida è nata così, come volume di una collana un po’ particolare, un focus sui quartieri, una descrizione scritta da chi il quartiere lo vive e lo conosce davvero.

Badi ha ragione.

Oggi il quartiere è davvero vivibile con qualità. Quello che è successo è un percorso sociologico, il quartiere si è “aperto”. E’ venuta la metro C, c’è stato ricambio generazionale, sono affluite tante persone da fuori e parecchi studenti (siamo equidistanti tra due università), ci sono botteghe storiche e centri commerciali, siamo vicini alle autostrade, i prezzi degli affitti non sono così drammatici come da altre parti. Centocelle è diventato un polo d’attrazione, una sorta di distretto.

Ora, e chi avrebbe potuto prevederlo trent’anni fa?, quando si esce si viene a Centocelle. Io da studente ero costretto ad andare a San Lorenzo perché da noi non c’era niente. Un territorio desolato che ora è sbocciato, con tutta la sua umanità e con la voglia di raccontarsi di una zitella troppo a lungo non tenuta in considerazione. Rivincita? Forse. Di sicuro rinascita. Oggi il quartiere va veloce, corre. Ma non lascia indietro nessuno. Ci sono tanti stranieri, nomadi, ma conviviamo pacificamente, sono presenti anche moltissimi bambini (e non sufficienti aree verdi), ci sono locali strepitosi. Quando vengono i locali portano sviluppo, posti di lavoro, fanno crescere le strade e le piazze. Non conosco così bene i quartieri menzionati ma credo che il filo conduttore possa essere quello dello sviluppo inatteso, della riqualificazione endogena, un processo quasi spontaneo che ha sorpreso tutti.

Per un apericena che locale ci consiglieresti?

Per un apericena c’è da scegliere, Prima o poi bisogna provarli tutti, Core Bistrot in stile newyorkese ma suggerisco anche Mirto, Shah Mat, L’Ombralonga, Beer Style. Ma vanno provati tutti, qui non ci sono locali seriali, ognuno è “verace” a modo suo. Come ristoranti da non perdere Mabe e Cento Gourmet, locali che potrebbero essere premiati con qualche pregiata stella. Le Quattro monete è un altro indirizzo buono, fa solo pesce. Come pizzerie bisogna andare da Buone Maniere e da 180g, oltre che ‘Nduja2. Per le trattorie romanesche suggerisco Osteria Bonelli. La Pecora Elettrica è invece luogo da frequentare a tutte le ore, libreria – bistrot di grande gusto dichiaratamente antifascista andato in fiamme la notte del 25 aprile scorso, verso cui il quartiere, mosso dalla solidarietà si è già attivato con una raccolta fondi a sostegno della ricostruzione del locale.

-Il tuo libro in quante parti si divide?

Il mio libro è una Guida ed ha il filo conduttore e l’anima da guida. Quindi ci sono cenni storici, ben 3 itinerari da seguire come turista (ed è quello che sto proponendo con la mia associazione culturale, “CentRocelle”) di cui uno sul cinema, una sezione riservata ai ristoranti, una ai bar, una ai locali (pre e dopo cena). Non poteva mancare un cenno alle utilità (lavanderie, farmacie), una piccola mappa e i trasporti. E due pagine per i personaggi illustri partoriti dal quartiere, come Baglioni, Zarrillo, Castellitto per citarne alcuni.

-Conosci il libro di Pancrazio Anfuso Centocelle Storie e luoghi dalla A alla Z uscito nel 2018 ?

Ho letto il libro di Anfuso, ma il mio è del 2017 quindi precedente. E’ bene che si parli e si continui a parlare del quartiere.
Libri

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Quali strategie educative utilizzare per mediare i litigi tra bambini? Cosa può succedere quando si cerca di intervenire per tutelare i minori.

Le liti tra bambini sia nel contesto scolastico che extrascolastico sono momenti di crescita cognitiva e socio-emotiva,esperienze utili al loro sviluppo. Spesso i genitori  non percepiscono il valore cognitivo di questi conflitti e li vivono con grande tensione, col fine di interromperli rapidamente, spesso accusando altri genitori o gli insegnanti stessi se non sono capaci di contenerli come loro vorrebbero.

Nella scuola dell’infanzia sono molto frequenti i litigi tra bambini. E’ importante avere fiducia e lasciare che il bambino risolva da solo i piccoli litigi . In età prescolare è fisiologico che i bambini litighino tra loro perché devono ancora imparare a valutare il piacere del giocare insieme con il loro egocentrismo.

Il genitore che interviene spesso trasforma un normale litigio in un caso di lesa maestà al figlio.

 

Vademecum su come comportarsi in caso di liti tra bambini secondo la psicologa psicoterapeuta dottoressa Paola Scalari.

Se pensate  che si possano far male perché arrivano spesso alle mani, è bene avvicinarsi fisicamente al luogo dello scontro,tenerli d’occhio ma in silenzio senza intervento verbale. Lo sguardo dell’adulto deve essere contenitivo e severo per rimproverare su quanto sta accadendo.

Quando la situazione rischia di diventare pericolosa l’adulto dovrebbe avvicinarsi sempre in silenzio e poi dividere i bambini. Non bisogna colpevolizzare i bimbi, si potrebbe dire loro di fare una pausa e farli giocare da soli per un po’.

Stimolandoli alla riflessione ed evitando frasi di circostanza del tipo:”Non si litiga”,”Non devi picchiare il tuo compagno”.Quando si cerca si spronare un atteggiamento, si ottiene di solito il  contrario, ossia farlo esplodere.

La funzione dell’adulto, genitore o insegnante che sia è quello di regolamentare la lite, non punire.

La sana aggressività è una tappa della crescita e il narcisismo che, a volte, porta a situazioni di scontro è ‘normale’, parte  del bimbo in questa fascia d’età.

L’adulto, invece, spesso, interpreta questi momenti di scontro tra coetanei  considerando quel litigio in base alle sue emozioni.

Emblematico fu il caso di una maestra  sanzionata ingiustamente perché tentava di dividere due bambini che litigavano, il fatto risale al 6 ottobre del 2009 e la maestra Donatella Boschetti venne accusata di aver malmenato e strattonato un alunno di 10 anni presso l’istituto S.Camillo a Forcellini nel padovano. La storia andò diversamente da quanto ricostruito dall’allora dirigente scolastica dell’istituto e anche rispetto a quanto aveva dichiarato la mamma del ragazzino in una querela poi archiviata dall’autorità giudiziaria. La maestra per dividere due compagni graffiò involontariamente col braccialetto uno di loro che cercava di divincolarsi. La mamma dell’alunno invece di capire la accusò di averlo quasi soffocato (non verrà refertata alcuna lesione) e la querelò. La dirigente sulla base di quella querela scrisse una relazione contro la maestra,tanto da far scattare la sanzione.

Il giudice Perrone interroga ben 12 colleghe della scuola e da quelle testimonianze emerge la verità.

Dopo 3 anni l’insegnante, difesa dal giudice del lavoro Perrone si vede azzerrata la sanzione disciplinare della censura inflitta dall’Ufficio Scolastico Provinciale e un risarcimento di 5 mila euro che dovranno essere saldate dal Miur e più l’obbligo di dover esporre per un mese la sentenza nella scuola padovana.

 

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‘Fare il giornale nelle scuole’ a Cesena il 20-21 Aprile la XIII edizione

A Cesena e non a Benevento (tradizionale meta delle scorse otto edizioni) i due appuntamenti conclusivi della XIII edizione del concorso ”Fare il Giornale nelle Scuole”. Al concorso nazionale, che ha il fine di valorizzare l’attività giornalistica nelle scuole italiane hanno partecipato oltre 500 scuole. Sono stati premiati 20 giornali per ogni ordine di scuola (Primarie, Secondarie, Superiori ) oltre a 15 giornali on-line. Sono previsti  circa700 giovanissimi reporter  partecipanti alla cerimonia di premiazione accompagnati dal personale docente e dai dirigenti scolastici delle varie scuole.

Tra le scuole elementari vincitrici per Roma e provincia per citare alcuni nomi: Istituto comprensivo di via Olcese  di Roma ”Dove volano le idee”, II Circolo di Ciampino ”Baobab L’albero delle notizie scolastiche”,Istituto comprensivo Anzio IV ”Il Corriere di viale Severiano.”Nella sezione scuole medie: Istituto di via Cortina con ”1-2-3 Scuola”,L’Istituto Comprensivo Velletri Centro con ”Noi Centro” .Per la sezione scuole superiori il Liceo Scientifico Volterra di Ciampino con ”Elettronvolt”e il Liceo Sacro Cuore di Roma con ”Il Corriere del Sacro Cuore”.Per la sezione testate on-line Il Collegio S.Giuseppe Istituto De Merode con ”web edicola.”

 

Tra le tante scuole partecipanti anche la scuola dell’infanzia comunale S.Pio X del II Municipio in zona Parioli, con il giornalino ”Il Grillo Parlante” nome di testata vincente piuttosto ricorrente nelle varie edizioni del concorso ed ispirata nel caso specifico al progetto educativo dell’anno scolastico 2015-2016 ”In viaggio con Pinocchio nel paese delle emozioni”. La copertina del giornalino ”Il Grillo Parlante” è un’illustrazione su Pinocchio di Enrico Mancini, scrittore e illustratore. In genere la partecipazione delle scuole dell’infanzia è cosa piuttosto rara rispetto agli altri ordini di scuola forse per questo non c’è una sezione specifica per tale ordine di scuola.

 Il programma si svolgerà in due giornate. Mercoledì 20 ci sono stati i saluti introduttivi di Antonio Farné, con l’intervento di Fabrizio Binacchi giornalista e conduttore televisivo e di Enzo Iacopino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine. I relatori si sono confrontati con gli studenti con un dibattito sulla tematica ”Giornalismo e social media oggi”.

Il programma del giorno successivo alle ore 10,00, al teatro comunale  Bonci, prevede la cerimonia di premiazione con diploma di merito e una medaglia, alla presenza del sindaco, di alcuni rappresentanti dell’Ordine dei Giornalisti e i dei componenti del Gruppo di lavoro ”Fare il Giornale nelle Scuole”.

Come ospite d’onore, il giornalista Marco Tarquinio (direttore del quotidiano ”Avvenire”),  che si confronterà con gli studenti sull’argomento ”Comunicare la scuola oggi”.  

 

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Atto unilaterale sospeso fino a giugno: la pre-intesa è saltata. Le insegnanti sono in attesa di un documento ufficiale

Rientro caotico dalla vacanze di Natale soprattutto per molte  maestre di scuola dell’infanzia e le educatrici di asilo nido di Roma Capitale, il settore scolastico – educativo è quello più colpito. Dal giorno 7 gennaio una circolare arrivata nelle scuole dell’infanzia ha imposto in diverse scuole di timbrare il tasto funzione f 6 4 che rappresenta 3 ore aggiuntive di lavoro per le insegnanti full time in via sperimentale. Questa fase sarebbe servita per capire le modalità del riassetto organizzativo dei servizio educativi.

Mercoledi 14 gennaio scorso alle 18.00 c’è stata una forte adesione al Presidio in via del Tempio di Giove con il sostegno di Usb,dopo ore di presidio fino a tarda notte, è stato sospeso l’atto unilaterale fino a fine anno scolastico. Quello che è riportato qui di seguito è in sintesi ciò che è scritto nel documento di pre-accordo.Nel periodo da metà gennaio a giugno non troveranno applicazione: l’introduzione del rapporto medio di norma nei nidi, le nuove regole di sostituzione del personali nei nidi, le 30 ore di rapporto frontale insegnante/bambini nella scuola dell’infanzia e la nuova configurazione del monte ore annuale sia per educatrici che per insegnanti.Le insegnanti e le educatrici sono in attesa di un documento ufficiale da parte dei sindacati che non hanno firmato in quanto vorrebbero proporre un referendum sul nuovo contratto agli stessi lavoratori, per verificarne l’accettabilità. Si dovrà svolgere un’attività di analisi e monitoraggio volta ad individuare misure di razionalizzazione e funzionalità dei servizi, nell’ottica del conseguimento di obiettivi di razionalizzazione della spesa.I profili oggetto di analisi dovranno prioritariamente riguardare: applicazione del rapporto medio di norma educatore/bambino; quantificazione del rapporto frontale ottimale nella scuola dell’infanzia; valutazione ed efficacia, efficienza ed impatto dei modelli organizzativi del nido e della scuola dell’infanzia e relativa flessibilità di attuazione; modalità di sostituzione del personale assente; omogeneizzazione delle procedure applicate nei municipi per la gestione del settore educativo-scolastico; orario di servizio, monte ore e ferie.

Il lavoro del tavolo tecnico sarà articolato secondo un piano di attività che prevederà: analisi delle caratteristiche della struttura di riferimento; tipologia di utenza iscritta al servizio e relative peculiarità dei fabbisogni di accoglienza; contesto socio-culturale di riferimento; analisi dei macro-indicatori gestionali di struttura; costruzione di una prima ipotesi di modello organizzativo da sottoporre a sperimentazione; esame dei risultati focus group e reporting esiti della sperimentazione; definizione della proposta consolidata.

Per il periodo gennaio-agosto 2015 gli istituti contrattuali finalizzati all’erogazione del salario accessorio saranno declinati laddove non corrispondenti all’assetto organizzativo di pianificazione degli obiettivi gestionali sopracitati sulla base di indicatori più strettamente correlati alle misure organizzative poste in essere. In particolare il secondo fattore dell’area ”Flessibilità della prestazione” sarà valutato tenendo conto del grado di attuazione ed applicazione dei modelli organizzativi provvisori indicati dall’amministrazione. Qualora all’esito delle attività del tavolo tecnico non si pervenga alla definizione di un modello gestionale, l’amministrazione si determinerà in merito.

Dal 12 al 16 gennaio c’è stato anche un presidio permanente a Montecitorio con la Cub e altre sigle sindacali e non detto ‘La settimana della precarietà’ dove sono stati sostenuti anche gli insegnanti di Roma Capitale in questa difficile fase.

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Dopo i menu etnici e quelli regionali è arrivato il menu europeo nelle mense romane: genitori si stanno già muovendo organizzandosi a tutela dei propri figli.

Essendo il semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea la capitale lo festeggia introducendo nel menù 15 pietanze europee. L’obiettivo spiega l’assessore alle politiche educative Alessandra Cattoi è quello di far conoscere la cultura gastronomica di altri Paesi per aumentare l’appartenenza dell’Italia all’Europa. L’iniziativa sarà presente per tutto l’anno scolastico da dicembre a giugno e ogni mese saranno due o tre i menu proposti nelle mense. Tra i piatti più noti della tradizione culinaria europea ne citiamo alcuni: croque monsieur dalla Francia, fish and chips dal Regno Unito, gulasch dall’Ungheria, paella valenciana dalla Spagna, Wiener Schnitzel dall’Austria.

Ora faremo una breve panoramica di tutti e 15 i menu per capire meglio di cosa si tratta. Il Croque monsieur è citato anche da Proust in ‘Alla ricerca del tempo perduto’ed una preparazione tipica francese consistente in un sandwich contenente prosciutto cotto e formaggio groviera grattugiato, che viene gratinato e servito caldo. Il gulash è uno dei piatti più emblematici della gastronomia ungherese. Consiste nell’accostamento della carne di vitello con la cipolla, il pomodoro e soprattutto la paprika.

Il gulash al riso della Repubblica Ceca è il cugino del gulash ungherese, si tratta di un piatto più asciutto accompagnato dal riso invece che dal pane tostato. La Wiener Schnitzel è invece una specialità della cucina viennese consistente in una sottile fetta di vitello impanata e fritta nello strutto. La forma tradizionale viene servita con insalata di lattuga ed insalata di patate. Il bigos, specialità a base di crauti carni e spezie, è uno tra i piatti simbolo della cucina polacca. Dalla Romania abbiamo invece la tochitura ossia carne di pollo con formaggio e polenta. Lo stamppott è invece un piatto tipico olandese a base di patate schiacciate cucinate con salsiccia carote ed altre verdure.

Da Malta abbiamo la Ftira ossia una semplice schiacciata accompagnata da formaggio e servita con insalata. L’Aeggekage danese invece è composto da uova strapazzate pancetta e patate. Il cozido è un tipico piatto della tradizione portoghese, uno stufato di carne e verdure. Dal Belgio il pollo alla belga ossia un semplice piatto di pollo con patate. Dall’Irlanda e dal Regno Unito abbiamo forse i piatti più noti ossia il Fish and chips cartoccio di pesce in pastella fritto con patate e il Chicken and chips pollo con patate della tradizione britannica. Per finire citiamo la paella valenciana a base di riso zafferano e carne e il piatto tedesco per eccellenza composto da wurstel con patate.

Tra i genitori specie quelli che hanno i figli nelle scuole dell’infanzia comunali dove ci sono gli utenti più piccoli, è già polemica come successe anni fa coi menu etnici della giunta Veltroni. Per quanto riguarda le porzioni, il fatto che spesso si tratta di piatti unici senza primo piatto e dell’indice di gradimento dei bimbi dai 3 ai 5 anni che come ben sappiamo hanno gusti difficili anche per la dieta mediterranea e non sono abituati certo a pietanze con paprika tipo il gulash… L’altro aspetto riguarda il quanto siano sani questi cibi, spesso infatti in alcuni dei menu c’è lo strutto come ingrediente e si tratta di pietanze fritte. Sarebbe forse più indicato proporre tali menu dalla scuola primaria dove i bambini sono più grandi e studiano geografia dei vari Paesi europei.

http://it.blastingnews.com/roma/2014/12/dopo-i-menu-etnici-e-quelli-regionali-e-arrivato-il-menu-europeo-nelle-mense-romane-00211287.html

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Ho seguito tutta la situazione sull’ Atto unilaterale e sul salario accessorio su Blasting News

http://it.blastingnews.com/lavoro/2014/05/tagli-al-salario-accessorio-dipendenti-comunali-roma-capitale-protestano-per-due-giorni-0089622.html

http://it.blastingnews.com/lavoro/2014/05/maestre-di-scuola-d-infanzia-ed-educatrici-di-roma-capitale-in-sciopero-0093115.html

http://it.blastingnews.com/lavoro/2014/06/una-serie-di-scioperi-per-i-dipendenti-di-roma-capitale-00101972.html

http://it.blastingnews.com/lavoro/2014/08/questione-salario-accessorio-un-estate-davvero-calda-per-precari-e-titolari-della-scuola-00116358.html

http://it.blastingnews.com/lavoro/2014/08/confronto-su-contratto-decentrato-del-settore-scolastico-educativo-tra-i-sindacati-00121069.html

http://it.blastingnews.com/lavoro/2014/11/proteste-del-settore-scolastico-ed-educativo-di-roma-capitale-al-campidoglio-00186281.html

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