Germano Di Mattia è nato ad Avezzano ed ha vissuto la sua infanzia in Venezuela (Turmero, Estado de Aragua).Questo periodo di vita è profondamente impresso nella sua mente e nel suo cuore, manifestato dall’amore per la cultura latinoamericana e la lingua spagnola.

Germano Di MattiaGermano ha vissuto in molti luoghi: Venezuela, Bracciano,Milano,Abruzzo,Parigi,Roma,quasi incarnando la figura di un eterno nomade in cerca di un posto ideale dove fermarsi. Ha iniziato la sua carriera a 16 anni in un esordio televisivo con Teddy Reno e Rita Pavone poi successivamente come fotomodello per cataloghi, giornali di moda,fotoromanzi e pubblicità ed è stato poi attore per telefilms (Love me Licia),fictions tv, teatro e cinema( ‘Compagna di Viaggio’,’Captain Corelli’s mandolin’, ‘Italian soldier’s’ insieme ad attori del calibro di: Michel Piccolì, Pascale Petite, Asia Argento, Nicolas Cage, Penelope Cruz, Irene Papas, John Hurt e registi come : John Madden, Peter Del Monte, Stefano Vicario Joseph Aichholzer, Francesco Cabras,Paolo Guerrieri).

 

Ha studiato con Bernard Hiller, un insegnante di acting cinematografica di Hollywood e con la maestra argentina Beatrice Bracco,ha inoltre studiato regia nella scuola ‘Professione cinema’ con Maurizio Sciarra a Roma.

 

Molti ti ricordano come Jim  dei Bee Hive , ai tempi del telefilm Licia e i  Bee Hive ,ti senti legato a quel personaggio?

 

Forse molti si ricordano di me come componente dei Bee Hive, certamente, non sono per natura legato troppo al passato e preferisco vivere di presente o semmai proiettato verso il futuro. Non mi sento legato a quel personaggio, anzi quando mi riguardo (raramente) in quelle immagini mi sembro un po’ un cartone animato e mi fa tenerezza quel ragazzo,che in ogni caso non mi somiglia neppure un po’. Forse l’unica cosa che abbiamo in comune è quella di amare gli scherzi. Ecco io nella vita sono anche molto scherzoso, canzonatorio a volte,ma non ho nostalgia di quei tempi, molto meglio oggi con la consapevolezza di oggi.

 Sei attore, filmaker, art director, musicista, autore, sceneggiatore, produttore di video e audio,cosa ti piace di più?

 

 Si sono abbastanza poliedrico per natura, curioso della vita e dei suoi molteplici aspetti,amo tutto quello che faccio altrimenti farei altro, l’aspetto che mi piace di più forse è la regia che racchiude un po’ tutto, il regista è un po’ come un direttore di orchestra, dirige artisticamente appunto e coordina tutto per questo racchiude o meglio è la sintesi di un po’ tutte le professionalità e le mie varie sfaccettature.

Su quali progetti cinematografici hai lavorato ultimamente?

I miei ultimi lavori sono Secretum Secretorum The Celestinian Code  e Il Mistero dell’Aquila-La nuova Gerusalemme entrambi dedicati alla mia terra.

Secretum Secretorum The Celestinian Code  è l’ultima opera filmica su L’Aquila,terminato poche settimane prima del disastroso terremoto del 6 aprile 2009. Il film documentario mostra la città di Celestino V,con i suoi monumenti e chiese di una bellezza incomparabile e rimane l’ultimo documento audiovisivo dell’Aquila prima del terremoto.
Ma non sono uno sciacallo come molti,mi sono occupato dell’Aquila ancora prima del tragico terremoto del 6 aprile 2009.
Lavoro su questi progetti ormai da anni.

 

 Cosa ci dici dei tuoi precedenti lavori come ”Valigie di cartone” the italian dream ?

Il film documentario ”Valigie di cartone”(Premio al Salento film festival 2005,premio Emigrazione italiani nel Mondo e premio Flaiano 2005 come miglior documentario) è un mosaico di un’Italia che non c’è più…  Ricordi e testimonianze di italiani in Italia e nel Mondo in merito al fenomeno dell’emigrazione. Filmati degli anni 40 pre-guerra e dopo guerra, anni 50, anni 60, tutti rigorosamente proposti come se fossero filmati originali dell’epoca ma in realtà girati nell’estate del 2003 tra Roma e l’Abruzzo, i paesi stranieri coinvolti con interviste e fotografie sono: Australia, Nuova Zelanda, Canada, Francia, Belgio, Svizzera, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti D’America, Argentina, Brasile, Sud Africa, Venezuela, Uruguay, Cile, Perù, i paesi nei quali le comunità di italiani sono più numerose. Inizialmente il progetto aveva il titolo di ‘Abruzzamerika’ che doveva essere una ritratto collettivo di abruzzesi d’America di successo come:Dean Martin, Rocky Marciano, Patty Lupone, Madonna Ciccone, Perry Como ed Henry Mancini, tutti personaggi che con il loro lavoro hanno dato lustro al Mondo intero e alla Terra d’Abruzzo per esserne originari. Questa scelta di ‘Abruzzamerika’ era stata fatta in quanto io essendo figlio e nipote di emigranti ed abruzzese, aveva notato l’assenza di documentazioni filmiche in questo senso nella mia regione di appartenenza. Considerando però che l’emigrazione non è stato un fenomeno solo abruzzese ma italiano ho cercato di narrare  ‘l’emigrazione’parlando di tutti gli emigranti italiani ed in particolare di quelli abruzzesi. L’Abruzzo difatti tra il 1901 e il 1920 detiene il record assoluto degli espatri medi annui per mille abitanti, che collocano la regione al primo posto nella graduatoria tra le regione italiane in termini di partenze di persone. Gli italiani che partivano si dirigevano soprattutto verso gli Stati Uniti D’America, dove si formarono veri e propri quartieri detti ‘Little Italy’ e poi nei paesi dell’America Latina, in special modo in Argentina, dove buona parte della popolazione attuale è di origine italiana. Si pensi che nel solo periodo 1901-1903 quando il fenomeno toccò le punte massime, lasciarono l’Italia più di 8 milioni di persone, con una a media di oltre 600 mila all’anno.

Sappiamo che hai girato anche un altro film documentario che narra le vicende precedenti il prosciugamento del lago Fucino ed il dopo. Raccontaci qualcosa di tale esperienza.

Il film documentario «La leggenda del lago» Once Upon a Time a Lake Fucino del 2003 narra la storia degli ultimi 200 anni di questa parte d’Abruzzo. Nell’opera filmica si racconta circa la storia del lago e di un statua, attualmente esposta nella chiesa del paese,che riemerse dalle acque del lago Fucino (dopo essere stata gettata nel fiume Giovenco) e trovata da alcuni pescatori nel 1803. Dal pretesto di questa leggenda si dipana il film: una galleria di personaggi che percorre tutte le vicende vissute nella Marsica . Un film che potrebbe parlare anche con la sola forza delle immagini.  Vanto origini sia marsicane che peligne. «Ho vissuto la mia infanzia in Venezuela e comunque fuori dalla mia terra d’origine, ma sono sempre stato affascinato dall’orgoglio e della forza del popolo abruzzese. Le leggende abruzzesi per me, sono magiche e di rara bellezza. Ed è proprio la voglia di raccontare queste storie e quella di un popolo onesto, determinato e guerriero che mi ha spinto  a realizzare questo lavoro. «E’ un tributo che intendo offrire all’Abruzzo»

 

Nell’ambito musicale cosa stai preparando?

 

Come musicista sto preparando l’ uscita di un album ”Il Veliero” probabilmente per settembre.

”Il Veliero”sarà un lavoro dalle atmosfere Etnico-Lounge-Pop un po’ parigino ed un po’ sudamericano in linea con la tradizione ma anche con le mode musicali del momento… Il  mio DNA multi-etnico  in quanto nato in Italia ma vissuto in Venezuela,con una famiglia internazionale tra gli Usa,il Canada ed altri paesi ed i miei viaggi per il Mondo, hanno fatto sì che riuscissi fin da subito a collaudare il mio stile personale, fondendo il mio essere poliedrico,l’eclettismo,l’amore per i viaggi,le altre culture,l’arte e le altre lingue in una miscellanea di colori che è diventato uno dei punti cardine delle mie canzoni.Tutta l’esperienza e la classe di grandi musicisti e collaboratori internazionali in un album dal sapore multietnico e cosmopolita con influenze italiane,francesi,spagnole,sudamericane,ebraiche,balcaniche,inglesi,brasiliane,arabe,greche,mediorientali e cantato in italiano,spagnolo,francese,inglese e portoghese.

 

                                                                                                         Daniela Campoli

 

 

INTERVISTA ESCLUSIVA A GERMANO DI MATTIA

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