Intervista a Silvia Lombardo una delle sceneggiatrici e registe del film, con i video del trailer e backstage


di Daniela Campoli – 29/04/2009

1- L’attrice Roberta Garzia nell’episodio ‘2050’. 2- I Registi Lombardo e Ceron durante le riprese dell’episodio ‘Masterizzati’. Foto di Luciano Zanecchia.

Dopo ”Tutta la vita davanti ”di Virzì, ”Fuga dal call center” di Rizzo (uscito il 17 aprile) e ”Generazione Mille euro” di Venier, (uscito il 24 aprile) è sul set all’Eur a Roma ”La ballata dei precari” di Ceron, Cioccolini e Lombardo.

Andiamo ad intervistare Silvia Lombardo una delle sceneggiatrici e registe del film.

Da dove è nata l’idea della tragicommedia per raccontare il precariato dei giovani di oggi nel mondo del lavoro?

”E’ nata da uno scherzo tra me e Giordano Cioccolini. Una battuta come tante che ci ha dato l’idea di pensare ad un musical satirico, su musiche con testi rivisitati che narrasse le disavventure di un gruppo di precari costretti ad impieghi multipli part-time.

Lo scherzo ha trovato terreno fertile in Tiziana Capocaccia, psicologa e autrice di fiabe per bambini, che ha raccolto la sfida.

Ho lavorato, assieme a loro, per un anno e mezzo alla realizzazione e alla scelta delle storie, che hanno attinto un po’ sia alle nostre esperienze personali, sia alle notizie che trovavamo sui media.

In verità è stato proprio il precariato a farmi decidere di lasciare il mio vecchio lavoro, con contratto a partita iva e 700 euro al mese di stipendio, per tornare alla mia antica passione per la narrazione – specie quella per immagini – che avevo abbandonato nella speranza di un futuro solido.”

L’idea della trama del film in 6 episodi come si è concretizzata?

”In realtà all’inizio pensammo ad ‘Opera-I’, musical su arie d’opera rivisitate, e poi a ‘StRagisti’ la storia di Mauro, 30enne stagista, che giunto all’ennesimo stage non retribuito decide di prendere in ostaggio il suo capo. Poi decidemmo di farla diventare una trilogia e nacque ‘2050’,ambientato appunto nel 2050, e che racconta la storia di tre ex laureati precari ormai settantenni finiti a fare i barboni perché, si sa, i contributi versati ai precari sono pochi o nulli.

Infine ci siamo chiesti cosa altro fosse necessario narrare, quali altri grossi problemi generasse il precariato: ed ecco ‘Masterizzati’ – storia di Ilenia che non trovando lavoro continua a fare master e corsi di specializzazione sperando che la portino ad una migliore condizione lavorativa e che invece la condurranno in una clinica di disintossicazione per Giovani Masterizzati

Recidivi. – ‘Ninna nanna Ninna no’ – che narra le disavventure di una coppia che non riesce a far coincidere scadenze contrattuali con la possibilità di una gravidanza e per disperazione si rivolgono ad un improbabile ginecologo – e ‘L’ammortizzatore’ – la vicenda dei coniugi Parini che decidono di stipulare una polizza sulla vita e farsi ammazzare per lasciare il risarcimento assicurativo al figlio precario, assicurandoli così una vita economicamente tranquilla.

E quindi abbiamo 6 dei maggiori problemi lavorativi dei giovani di oggi: l’impossibilità di farsi una famiglia, la formazione coatta, la mancanza di ammortizzatori sociali sostituiti dalla famiglia, gli stage gratuiti, la necessita di fare due o più lavori per sbarcare il lunario e un futuro davvero ambiguo.

E poi ha contribuito anche il mio grande amore per alcuni classici della commedia italiana – spesso in episodi come il film Made in Italy – di Ettore Scola, Mario Monicelli o Pietro Germi che riuscivano a veicolare i problemi sociali e culturali di un’Italia che stava cambiando attraverso una comicità feroce, che giocava sul contrasto di un retrogusto amaro e di un’ironia sottile ma al tempo stesso vicina al comune sentire della gente che quei problemi – divorzio, diritto di famiglia, condizione della donna – li viveva tutti i giorni sulla sua pelle. Così come la crisi e il precariato oggi.”

Il vostro film essendo indipendente e quindi no bugdet, deduco che sia autofinanziato, com’è stato l’impatto cinematografico per tre giovani registi alle prese con il primo film?

”Ognuno di noi ha una formazione diversa e contribuisce quindi in modo diverso alla riuscita dell’opera.

Corrado Ceron, ha alle spalle già la realizzazione di molti cortometraggi. Ne abbiamo fatti alcuni anche io e Giordano, architetto precario con la grande passione per il cinema.

Io come formazione sono più sceneggiatrice – ho fatto il Master in Tecniche di narrazione della Scuola Holden di Alessandro Baricco – ma ho deciso con questo progetto di buttarmi finalmente nella regia.

Il film è un low low – quasi no – budget. La nostra fortuna è stata quella di trovare dei partner che ci hanno fornito molto materiale gratis: l’Eur s.p.a. ci fornisce le location gratuitamente, Abitart di Vanessa Foglia alcuni dei costumi, il catering è stato fornito finora da Palombini Eur, Punto Bar e Setteporte Catering, nonché abbiamo usufruito dei locali di 360° a sud – locale equo e solidale di Monteverde – e del teatro di posa della Sama Video.
Senza questi partner sarebbe davvero stato difficile realizzare il film, che ormai è a 3/4 delle riprese.”

Qual’è nello specifico la trama dell’episodio IV ‘L’ammortizzatore’girato a Roma il 18 e 19 aprile?

”L’ammortizzatore è uno degli episodi a cui sono più affezionata. Siamo sempre nell’ambito della commedia grottesca, così come per gli altri 6 episodi.
I coniugi Parini hanno un figlio, Francesco, di 33 anni che vive ancora a casa e non riesce a farsi una vita propria a causa del suo lavoro precario. Visto che lo stato non fornisce adeguati ammortizzatori sociali, i due genitori decidono di fare l’estremo sacrificio per l’amato figlio: stipulano una polizza assicurativa sulla loro vita e decidono di farsi ammazzare per lasciare al figlio i soldi dell’assicurazione.
Da lì comincerà una ricerca del possibile killer, da vicoli malfamati, ai professionisti del mestiere… fino al colpo di scena finale.”

Gli episodi sono tutti legati tra loro o sono a se stanti?

”In realtà ogni episodio è una storia a sé e racconta una vicenda autonoma. Ma abbiamo fatto in modo che ci fossero dei legami… i più attenti se ne accorgeranno.”

Quando verranno girati i prossimi episodi e quali sono i vostri progetti per il futuro se già ne avete?

”Dobbiamo girare ancora due episodi: ‘Ninna nanna, Ninna no’ e ‘Opera-I’ (il più difficile con cantanti lirici e corpo di ballo).

Dopodiché passeremo tutto al montaggio e alle musiche… speriamo di poter finire tutto il film per l’autunno.

Progetti per il futuro precisi non ne abbiamo ancora. Io sto lavorando ad una commedia lungometraggio… ma ancora siamo in una fase iniziale.

Sicuramente qualcosa succederà: il bello della Ballata dei Precari è che ha messo in piedi una troupe di 25 persone con un’età media di 26 anni circa, tutti con già una discreta esperienza sul campo e molta passione.
Con un gruppo così, qualcosa succederà di sicuro.”

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=8d3fAiHnzbE&feature=channel

LA BALLATA DEI PRECARI FILM GROTTESCO SUL MONDO DEL PRECARIATO

Potrebbe anche interessarti