www.eduprof.it/mod-xFPDF-main-plugin-News-sid-367.html 


A Napoli è polemica per il nuovo film-tv di Canale 5. Si ispira al Progetto Chance ma i veri protagonisti non sono stati ascoltati.

Sergio Castellitto parlerà napoletano per diventare un ”maestro di strada” .Si chiama Il professore il film-tv in due puntate per Mediaset (in onda per settembre 2008) che la Grundy Italia sta girando a Napoli. Il film è la storia di Pietro, un insegnante di italiano dal passato misterioso, che improvvisamente viene catapultato nella difficile realtà della periferia napoletana, a tu per tu con ragazzi senza futuro, traviati dalla famiglia, dalla droga, dal carcere, e che lui dovrebbe recuperare.
Le riprese sono iniziate circa 2 anni fa al Rione Sanità, e la fiction già fa parlare.La storia è quella descritta nel 2000 dalla giornalista Paola Tavella in Gli ultimi della classe – un libro reportage sui maestri di strada di San Giovanni a Teduccio, area orientale di Napoli – in cui viene raccontato il Progetto Chance, che attraverso metodologie innovative si rivolge a quei ragazzi in difficoltà e precocemente esclusi dal mondo della scuola.

Il film è una libera interpretazione del libro della Tavella,  fuori da ogni possibilità di controllo e di intervento da parte di chi il Progetto Chance lo ha pensato, ideato, realizzato. Nella tv italiana è forte la tendenza a lieto fine, purtroppo  le cose non vanno sempre così. Per un ragazzo la seconda occasione è faticosa e non sempre ha successo. Comporta un lavoro con le famiglie, i servizi sociali, le istituzioni.  Alla conferenza stampa di presentazione della fiction, è arrivata la replica degli sceneggiatori. «Non ci ispiriamo né alla storia di Marco Rossi Doria e Cesare Moreno, né a quella dei maestri di strada – rispondono Rulli e Petraglia -. Il personaggio interpretato da Castellitto è di fantasia, come lo era quello di Meri per sempre. La nostra è realtà trasfigurata ma, certo, dei maestri di strada il nostro professore ha l’intelligenza, la cultura, la vivacità intellettuale, l’ironia. Come farebbe, altrimenti a confrontarsi con una realtà così complicata? Ci hanno colpito le storie narrate nel libro della Tavella e i rapporti tra i ragazzi e l’insegnante. Su quelli abbiamo lavorato, aggiungendo del mistero, che riguarda la sua vita passata.

Rulli e Petraglia sono gli stessi sceneggiatori del Castellitto-Don Milani.

Questo libro mi è particolarmente caro perché era anche un testo selezionato dalla cattedra della professoressa Casadei per un esame di Pedagogia della Devianza minorile presso l’università ”Roma Tre”ai tempi in cui ero ancora studentessa .

Castellitto è uno dei miei attori preferiti e ha più volte interpretato film legati alla figura dell’educatore (cfr Don Milani ,il Priore di Barbiana).

E’molto legato ai temi riguardanti l’adolescenza (cfr”Caterina va in città”).

Magistrale per altro è il film del 1993 ”Il Grande Cocomero ” di Francesca Archibugi in cui interpreta il ruolo di un neuropsichiatria infantile  poco ortodosso alle prese con Pippi una tredicenne epilettica.

Vi consiglio di vederli  se non li conoscete anche per scambiare opinioni in merito…

                      

                                                                                        Daniela Campoli

 

 

CASTELLITTO INTERPRETA ”GLI ULTIMI DELLA CLASSE”DI PAOLA TAVELLA

Potrebbe anche interessarti