Rassegna internazionale dal 17 al 24 ottobre presso il Lanificio 159 a Pietralata


 

Per la prima volta a Roma al via il Festival Vulnerabile, la rassegna internazionale tutta destinata al teatro sociale. La manifestazione è stata presentata dall’Associazione culturale ArteStudio, in collaborazione con il Comune di Roma, l’Assessorato alle Politiche Culturali e le Università di Roma.

Si è cominciato il 17 e il 18 ottobre alle ore 21 presso il Lanificio 159, in via di Pietralata 159, con Il Garzone del Macellaio, il monologo, promosso dalla compagnia Muses, interpretato da Gaetano Campo detenuto del carcere di Rebibbia. Quest’ultimo ha  presentato uno spettacolo di Ferdinando Amore ripreso dal testo di Patrick MacCabe. Si è raccontata la storia di una infanzia difficile che è sfociata in omicidio e follia. La vicenda dall’Irlanda si è spostata a Messina e ha riguardato il nostro tempo. Confessione, intervista, dedica, canzone e poesia  si sono combinate fino a confondersi realtà e finzione.

 La manifestazione – ha  spiegato Riccardo Vannuccini, direttore artistico del Festival ha  proposto una rassegna inedita e originale per il tema trattato che  ha offerto l’opportunità di osservare uno spaccato di realtà di arte sociale: teatro e handicap, musicoterapica, teatro e anziani, teatro nei centri antiviolenza e ancora, teatro e immigrazione, teatro e carcere ,teatro e periferia,  arte-terapia, teatro nelle zone di guerra, teatro e scuola, teatro laboratoriale.

Il Festival Vulnerabile ha  interpretato il teatro come processo esperienziale realizzato dal cittadino debole e dall’ escluso, per questo tutti gli spettacoli hanno riguardato il mondo del disagio sociale.
Un motivo – ha  chiarito Vannuccini – per raccontare il tema dell’ Altro e dell’ incertezza umana al tempo della globalizzazione, ovvero un azione che ha saputo mettere alla prova e in scena un felice passaggio teatrale, dall’ escluso all’ incluso .

 Sono previsti workshop aperti, lezioni e dimostrazioni di metodo dei diversi gruppi impegnati. Il teatro in tal modo si  è coniugato con altre discipline della conoscenza come la filosofia, la sociologia, l’ antropologia.

Il teatro vulnerabile è  stato dunque un teatro attuale che ha raccontato l’essere umano che ha accettato la  propria vulnerabilità. Ovvero, attraverso la performance, si  è raccontato l’essere umano, la unicità e la singolarità del suo essere, e la sua permanente relazione con l’altro. E in questo si è fondato il senso ontologico dell’esperienza umana.

ArteStudio è una Associazione culturale riconosciuta che lavora professionalmente nel campo della cultura e del sociale da quasi trenta anni collaborando continuativamente con diversi Enti e Amministrazioni tra cui il Comune e la Provincia di Roma, l’ Università Roma Tre e l’ Università La Sapienza di Roma, la Regione Lazio, la Provincia e l’ Università di Viterbo, l’ Unione Europea, il Comune di Milano, il Ministero della Cultura e il Ministero della Giustizia.

 

                                                                                                     Daniela Campoli

Festival Vulnerabile, per il teatro sociale

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