Nell’arco della giornata del 28 aprile 2010, dopo anni di attese, è giunto a conclusione uno dei casi divenuti ormai più scomodi tra quelli pendenti sull’Amministrazione capitolina:via Tedeschi, strada così limitrofa in termini di spazio ai radiosi negozi di via Tiburtina e all’omonima Stazione, ma così simile nella sostanza a una bidonville brasiliana, è stata per anni una strada completamente abbandonata al proprio destino dal Comune di Roma, nonostante l’inserimento dell’area nel progetto Sdo e i conseguenti piani di esproprio.

La storia di via Achille Tedeschi tra Quintiliani e la Stazione Tiburtina,comincia  40 anni fa: all’incirca il giorno in cui Armstrong posò il suo piede sulla luna, sei famiglie occuparono abusivamente in via Tedeschi  dei piccoli lotti di terreno che appartenevano a una società immobiliare di Torino, la Valtellina S.P.A. Via Tedeschi, allora, era tutta campagna: orti della domenica e una discarica.

Tra il 1975 e il 1976 le sei famiglie edificarono piccole abitazioni, casette  di memoria mussoliniana, prive di fondamenta, bagni e acqua corrente. In seguito, arrivarono gli allacci alle utenze – tranne l’acqua che solo di recente è stata fornita ai sei nuclei dal vicino campo sportivo – e negli anni novanta il riconoscimento della residenza da parte del Comune. Durante anni ottanta i terreni sono stati acquistati dal Comune di Roma e nel 1990 l’area di via Tedeschi è stata inserita nel megaprogetto dello Sdo, il progetto di riqualificazione dell’area est di Roma che ha previsto la costruzione di sedi di pubblica amministrazione, il campus universitario de ‘La Sapienza’ e dell’Istat e le piscine olimpioniche per i mondiali del 2009.
Dopo anni di utopie e di progetti, un anno e mezzo fa iniziarono i lavori.
La zona diventò un  cantiere a cielo aperto e per le sei famiglie la vita già precaria e complicata si trasformò subito in un incubo. Dagli scavi per la rete fognaria della Maranella esplose l’emergenza ratti. Il 4 maggio 2009 in seguito a una relazione dell’USL ma soprattutto a una richiesta d’intervento dell’assessore Campana in cui si denunciò una situazione veramente al collasso (è bene aver presente che tra le persone dei sei nuclei c’era anche una donna all’ottavo mese di gravidanza), il presidente del V Municipio Ivano Caradonna autorizzò una deratizzazione dell’area .

I sei nuclei hanno convissuto negli anni in un profondo degrado e alcuni di loro già vent’anni fa inoltrarono la richiesta di assegnazione di un alloggio popolare. Pochi anni fa, con l’avvio dei lavori per lo Sdo,i nuclei vennero espropriati dal Comune per pubblica utilità e in particolare per l’adeguamento della rete fognaria necessaria al Polo natatorio di Pietralata e i lavori per la condotta fognaria Marranella II.

Le case promesse nel 2008, tuttavia, non arrivarono mai e furono  proposti  dei residences prefabbricati. L’offerta fu rispedita al mittente, nonostante il fatto che l’avvio dei lavori avesse aggiunto, ai già pochi  problemi delle sei famiglie, altri gravissimi disagi. La beffa prese forma, infatti, pochi mesi dopo l’inizio dei lavori, quando, dagli scavi aperti per la rete fognaria, risalirono verso via Tedeschi valanghe di ratti, che ben presto bloccarono i terreni intorno alle abitazioni. Una vera emergenza, alla quale testimoniarono anche l’assessore alle Politiche sociali Campana, i vigili urbani e gli inviati della ASL: tutti poterono verificare una situazione da vergogna oltre che pericolosissima, un’area infestata da siringhe, preservativi, pulci, pidocchi, topi, zanzare tigre e gatti randagi, e inondata dai nauseanti odori delle fogne a cielo aperto di alcuni accampamenti rom, nonché dai materiali di qualsiasi genere bruciati in continuazione da chiunque.

Dopo vani e inutili tentativi di bonifica dell’area, tra blande derattizzazioni e saltuari sopralluoghi, finalmente si è giunti alla decisione dello sgombero e dell’assegnazione degli alloggi alternativi. Storia finita? No. Il Comitato di quartiere Monti Tiburtini, che si trova proprio in via Achille Tedeschi, a questo proposito ci ha spiegato come sia andata in realtà l’operazione del 28 aprile scorso. ”Sul posto sono intervenuti gli agenti del V Gruppo della Polizia municipale e gli addetti del Comune di Roma dipartimento Attuazione Sdo, e hanno operato con molta discrezione e professionalità, meravigliandosi tuttavia della mancanza sul posto di rappresentanti comunali per le Politiche Abitative.

Le aree – si è affermato – sono state prese in consegna dagli uffici del Comune, ma soltanto per quei nuclei familiari risultati idonei  all’assegnazione dell’alloggio popolare. Gli altri 3 nuclei al civico 64a/ 64b / 66 –ha dichiarato il Comitato – hanno avuto una proroga di 20 giorni per fare ricorso contro la loro esclusione dalla graduatoria, motivata con l’incompatibilità del loro reddito”. Tre famiglie, quindi, abitano ancora oggi a via Achille Tedeschi.

Oltre alle abitazioni, è stata chiusa anche la sede del Comitato Monti Tiburtini, già espropriata e in attesa di essere abbattuta. Al portavoce dell’associazione, come per i nuclei, è stato attribuito un alloggio, ma fuori Roma. Sul punto il Comitato ha dato il via a una agitata protesta, che ha portato anche ad azioni di querela da parte del Comune: ”Ad oggi non abbiamo ancora una sede – afferma l’associazione – visto l’esproprio e la nostra deportazione in alloggi popolari fuori dal V Municipio. L’Ufficio Politiche abitative del Comune ha mandato alcuni di noi a Tor Bella Monaca, mentre il portavoce del Comitato è stato  spedito vicino al cimitero di San Vittorino, ultimo paese che confina con il Comune di Roma, sotto Tivoli. Hai capito che trattamento ci hanno riservato?”

A via Achille Tedeschi i problemi non sono terminati. Certo, lo sgombero di parte dei residenti è un fatto da non dimenticare. Basta però non cessare di ricordare il fatto che, finché le sistemazioni e le operazioni su quella strada non saranno ultimate, via Tedeschi continuerà a rimanere una ferita sociale di Roma.                                                                 

                                                                                              Daniela Campoli

                                                                                           http://digilander.libero.it/CampoliDaniela/

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SGOMBERATE LE BARACCHE DI VIA TEDESCHI

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