Saranno tredici in tutto i villaggi autorizzati. È questo il numero dei campi rom che saranno presenti a Roma, entro la fine del 2010, secondo il nuovo piano nomadi previsto dal Comune e dalla Prefettura. Via tutti gli insediamenti abusivi, nove accampamenti saranno chiusi e ne saranno costruiti due nuovi ai quali si affiancherà una struttura di transito. Il Campidoglio stabilisce anche il numero chiuso. «Ci saranno solo seimila nomadi – assicura il Prefetto Giuseppe Pecoraro – la città non può contenerne di più».

Dallo scorso 23 giugno è stato individuato il nuovo sito dove andrà spostato il campo Casilino 900 (oltre 600 nomadi di quattro etnie). È stato proprio l’assessore comunale Sveva Belviso, in un incontro con la gente di Torre Spaccata, a ribadire d’aver trovato il posto giusto. Il 17 settembre scorso infatti quest’ultima è andata a visitare il campo nomadi al Casilino 900 (uno fra i primi insieme a quello di La Martora e Tor dei Cenci ad essere sgombrato).Entro ottobre assisteremo allo sgombero del 50% degli abitanti.

Il resto si muoverà entro la fine di quest’anno,mentre il Comune pensa di costruire altri due campi.

La Belviso afferma:”è cominciato il piano nomadi,stiamo per dare il documento di autorizzazione temporaneo (Dast)ai nomadi che sono a Roma”.

” Così l’area verde fra Togliatti e Casilina sarà libera e verrà restituita alla gente. Da sistemare la faccenda degli sfasciacarrozze della Togliatti”. La nuova collocazione del Casilino 900 sembra essere fra XV e XVI municipio, forse in due aree separate, presto saranno visibili perché oggetto di lavori di sistemazione. Intanto il vecchio campo fra Togliatti e Casilina è sorvegliato attentamente dagli uomini dell’VIII Gruppo della Municipale. La nuova linea elettrica e la distribuzione dell’acqua del campo, invece, hanno un futuro nel risanamento del Parco di Centocelle: serviranno come illuminazione pubblica e per piazzare fontanelle e punti di irrigazione. L’accelerazione per l’applicazione del piano nomadi è necessaria per la riorganizzazione e sorveglianza dei nuovi accampamenti rom, la ricollocazione di altri campi come quello di Cesare Lombroso (165 persone, 60 minori) a Torrevecchia, da portare, sempre a febbraio 2010, in altra area ma nello stesso XIX Municipio. Senza dimenticare l’eliminazione definitiva dei campi abusivi che per anni hanno rappresentato il «non governo» del problema. Basti pensare a come erano le sterminate favelas di Ponte Mammolo, alle loro condizioni igieniche, pessime quanto quelle dell’autorizzato Casilino 900.

                                                                                                      Daniela Campoli

BELVISO SUL PIANO NOMADI: 3 I CAMPI CHIUSI AL 50% ENTRO FINE OTTOBRE

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