Cosa accade quando un ragazzo borderline, abituato a frequentare quartieri difficili, come per esempio San Basilio a Roma o Scampia a Napoli, si trova di fronte un altro ragazzo rinchiuso in un carcere, come se fosse davanti ad una macchina del tempo, con l’immagine di se stesso proiettata verso un suo eventuale futuro?
Da Mercoledì 28 Settembre scorso su Rai 2,in seconda serata, alle ore 23:40 va in onda ”Sbarre”,docureality di 8 puntate della durata di 50 minuti circa con ”conduttore-narratore”il cantautore Fabrizio Moro .
 Quest’ultimo,originario di San Basilio, già vincitore nella categoria giovani del Festival di Sanremo del 2007 con il pezzo ”Pensa”, dedicato a vittime della mafia  come Falcone e Borsellino,oltre ad essere autore delle musiche del programma ha lanciato per l’occasione un suo nuovo brano che è la sigla della trasmissione. In ognuna delle otto puntate previste di questo docureality è racchiusa la storia di un ragazzo rinchiuso nel carcere di Rebibbia a Roma, raccontata ad un ragazzo che vive ai margini della società, il quale poi a fine trasmissione dialoga con il conduttore-cantautore di quello che ha tratto da quel colloquio.

Una specie di specchio del tempo virtuale, un modo per capire di quello che è stato da una parte e di quello che potrebbe essere dall’altra. Un programma  dalle grandi aspirazioni che vuole scavare a fondo nelle coscienze di chi guarda, trattando temi scomodi, ruvidi e forse poco attraenti per certa televisione di oggi. Una riflessione su quanto c’è di difficoltoso e sporco ai margini della società attuale, sempre attenta a mettere in risalto il successo o il dolore fini a se stessi.

Qui si tenta di mostrare il lato meno affascinante del nostro tempo, quello di cui spesso ci vergogniamo e che il più delle volte eclissiamo nelle penombre del nostro vivere quotidiano.
A prescindere dal contatto con la realtà, ”Sbarre” rimane un programma valido: Moro, raccontando i percorsi di riscatto dei carcerati, affronta due temi fondamentali: la funzione rieducativa della pena e il ruolo primario che la cultura ha in tale processo.

                                                                                                                     Daniela Campoli
                                                                                                                       cadaniel@libero.it

DA REBIBBIA ALLA TV:STORIE DI DETENUTI NEL PROGRAMMA ”SBARRE”.

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