”La Ballata dei precari” è un film indipendente sul precariato dei giovani nel mondo del lavoro.
Si tratta di una tragicommedia in versione grottesca in cui vengono messe in risalto nei vari episodi le difficoltà che i giovani incontrano nel trovare un lavoro.
In ”2050” il primo episodio, si ha una proiezione dei precari nel futuro, appunto nel 2050, si racconta la storia di tre ex laureati precari ormai settantenni finiti a fare i barboni perché, si sa, i contributi versati ai precari sono pochi o nulli.
Nel secondo episodio ”Masterizzati”si parla della storia di Ilenia che non trovando lavoro continua a fare master e corsi di specializzazione sperando che la portino ad una migliore condizione lavorativa e che invece la condurranno in una clinica di disintossicazione per Giovani Masterizzati.
Nel terzo episodio ‘StRagisti’ la storia di Mauro, 30enne stagista, che giunto all’ennesimo stage non retribuito decide di prendere in ostaggio il suo capo.
Il IV episodio, l’ultimo girato dal titolo’L’ammortizzatore’,  narra la vicenda dei coniugi Parini che decidono di stipulare una polizza sulla vita e farsi ammazzare per lasciare il risarcimento assicurativo al figlio precario, assicurandoli così una vita economicamente tranquilla.
 Ora andiamo ad intervistare Corrado Ceron uno dei registi del film che vive nel quartiere Centocelle per porgli alcune domande inerenti la sua professione e questo suo primo film.
Quando è iniziata la tua carriera cinematografica?
Parlaci dei tuoi primi cortometraggi.
”Ho sempre girato cortometraggi auto-prodotti, fin da quando giravo con la Super 8 di mia zia e avevo una decina di anni. Nel 2002, durante le riprese di un corto, a Vicenza, sono pure stato arrestato per procurato allarme. Avevo inscenato una finta rapina in una pasticceria di un mio amico (d’accordo con lui, ovviamente), ma qualcuno ha dato l’allarme vedendo il mio attore con mitra e passamontagna. Sono arrivate 12 pattuglie di carabinieri e poliziotti e mi hanno condotto in centrale. Ho dovuto chiamare avvocato, ecc. Alla fine me la sono cavata ed è uscito un bell’articolo sul giornale locale…Questa la prima esperienza di set fuori dalle mura domestiche. A Vicenza, visto che non c’erano scuole di cinema, ho seguito corsi di teatro e recitazione e sono entrato in varie compagnie. Giravo corti coi miei amici tra un esame e l’altro di Filosofia (ho preso la laurea nel 2004). Per il resto, ho girato i miei primi corti seri alla scuola di cinema NUCT a Cinecittà, dopo essermi trasferito a Roma. Qui ho studiato regia cinematografica per due anni, diplomandomi. In questi ultimi anni ho lavorato molto come operatore e ho girato da regista dei documentari, tra cui uno in Albania e uno a Berlino. Ora sto scrivendo dei progetti di sceneggiatura per lungometraggi.”
Quali sono secondo te le differenze  della ‘Ballata dei precari’ rispetto ai film sul precariato di Virzì, ”Tutta la vita davanti”,Rizzo ”Fuga dal call center e Venier ”Generazione Mille Euro” usciti in questo periodo?
 ”Mah, ho visto solo il film di Virzì, non ancora gli altri due. ”Tutta la vita davanti” non è un film originale ma tratto dalle testimonianze di una ragazza e da un libro che ha scritto, mentre ”La ballata dei precari” è frutto di pura finzione e fantasia, senza riferimenti precisi, anche se è ovvio che la situazione è quella. Cambia il punto di vista credo: cioè, il nostro film (quello che dirigo con Silvia Lombardo) ha un taglio tragicomico che però talvolta raggiunge picchi di demenzialità e sarcasmo. E’ una commedia che sembra leggera e frivola ma, se la si analizza bene, è crudele e spietata. L’anti-realismo con cui dipingiamo le situazioni è molto più aderente al reale che non una cronaca o un documentario, proprio perché c’è una trasfigurazione della situazione dei precari in chiave quasi fiabesca.  Altro punto di diversità con Virzì sono i soldi: lui ce li ha. Noi giriamo a budget zero. Lui ha un casting di attori famosi, noi facciamo provini su provini per trovare i migliori sconosciuti che escono dalle accademie…Ultima differenza: Virzì parla del precariato ma non è un precario. Noi siamo tutti, rigorosamente precari… ”è quasi fiabesco”.

Secondo alcuni critici nella Ballata dei precari c’è un ‘gusto tarantiano dell’eccesso’cosa ne pensi?
” Non è ”gusto dell’eccesso” (Tarantino) ma semplicemente parlare di una realtà non attraverso la realtà stessa ma portando all’estremo delle situazioni. Più che altro si più parlare di ”gusto dell’assurdo” (commedia storica italiana). ”
Dici che gli attori sono tutti perfetti sconosciuti o esordienti,ma Roberta Garzia (di Camera Cafè) e Marco Cortesi sono abbastanza famosi eppure hanno accettato anche un film no budget,forse perchè avevano la possibilità di essere i protagonisti dell’episodio?
”Mah, non è che siano così tanto famosi…sono ancora abbastanza inediti anche se Marco ha lavorato con Infascelli e Garzia in Camera Café e in vari spot…
Secondo me però un attore cerca anche storie e situazioni in cui può costruirsi un personaggio in modo più personale e ‘giocarci’. Nella Ballata lasciamo molta libertà agli attori, anche di improvvisare.
 E per me, un attore è spinto a lavorare con noi perché può mettersi in gioco in tutto e per tutto e
anche rischiare di sbagliare. Tanto siamo fra amici e alle prime esperienze. Se non si sbaglia ora…Poi credo che anche la tematica sia fondamentale perchè il precariato riguarda tutti,
in primis gli attori, per cui tutta la troupe si identifica con questa condizione che è diventata ormai permanente…”
Come hai conosciuto Silvia Lombardo e Giordano Cioccolini gli altri sceneggiatori/registi del film?
”Ho conosciuto Silvia e Giordano perché avevano inserito un annuncio su Internet in cui si cercavano attori e comparse per un film indipendente. Così ho scritto se per caso avessero bisogno di un aiuto regia. In effetti, il primo episodio l’ho girato da aiuto, episodio che poi abbiamo rigirato completamente dopo che sono entrato a far parte della schiera dei registi. Comunque, fino all’anno scorso non conoscevo nessuno della troupe, a parte il direttore della fotografia, Gabrio Contino, che ha studiato alla NUCT con me. ”
Tu sei di origini vicentine,ti sei trasferito nel quartiere di Centocelle a Roma per avere maggiori opportunità visto che è la capitale del cinema?
”Sì, fin dal Liceo sapevo che dopo la laurea sarei andato a Roma a studiare cinema. Per questo ho studiato come un dannato per laurearmi in fretta e partire. Sto a Centocelle perché i miei hanno degli amici qui e perché è un quartiere vicini a Cinecittà, dove studiavo. Comunque vedo che Roma sta un po’ perdendo quell’esclusiva sul cinema che ha avuto finora. Ci sono altre città e altre realtà che stanno emergendo, come Torino, e ora anche da me in Veneto. Roma ormai è stata setacciata dal cinema metro per metro… E’ ora che si giri anche altrove…”

 Sito ufficiale:   http://laballatadeiprecari.giovani.it/  

 Web Site regista :http://www.corradoceron.com/  
                                                                                                           Daniela Campoli
www.panoromanews.it
Panoroma Maggio 2009

INTERVISTA ESCLUSIVA A CORRADO CERON UNO DEI GIOVANI REGISTI DELLA BALLATA DEI PRECARI SUL SET A ROMA

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