Ecco la mia prima intervista alla stampa on-line…
La Zibaldina ha deciso di dare voce alle donne contemporanee, quelle donne che nell’arco di ogni singola giornata ricoprono tanti ruoli senza un welfare che le sostenga o le aiuti. Iniziamo con Daniela Campoli, compagna, mamma, insegnante, giornalista ma soprattutto donna, che ha voluto raccontarci la sua storia.

Compagna-mamma-donna-insegnante-giornalista: come si fa a conciliare tutti questo ruoli?

Conciliare tutti questi ruoli è piuttosto difficile e faticoso, considerando che sono reduce dal colloquio per l’esame da pubblicista e da un concorso pubblico durato un paio d’anni che dovrebbe farmi uscire da un precariato di quasi 9 anni nel mondo della scuola.

Qual è la tua giornata tipo?

La mia giornata tipo: sveglia alle 7.00, mi vesto e mi preparo, vesto e preparo mia figlia, la porto al nido per le 8.00 circa, vado al lavoro se faccio mattina subito dopo, se faccio pomeriggio torno a casa per sistemarla un pò o sbrigo qualche commissione. Nei ritagli di tempo cerco di dedicarmi un po’ a me stessa, forse quest’anno riuscirò ad andare in palestra un paio di volte a settimana. Fare l’insegnante di scuola dell’infanzia mi assorbe molto di più da quando è nata mia figlia, sento che ho anche bisogno di staccare la spina tra il lavoro con i bambini a scuola e il mio essere mamma, due ruoli piuttosto simili se vogliamo, quindi ritagliarmi dei piccoli spazi per me per aggiornare il mio blog o tentando di scrivere e proporre qualche articolo a riviste telematiche è vitale… Dire che faccio anche la giornalista è una parola grossa, per ora mi hanno pubblicato un articolo pagato, ne ho scritti anche altri due a titolo gratuito con la possibilità di guadagnare qualcosa facendo l’account pubblicitario.

C’è un consiglio pratico che ti senti di dare a donne che come te lavorano e hanno una famiglia?

Il consiglio che mi sento di dare a donne che come me hanno famiglia è quello di non rinunciare a lavorare e alle proprie aspirazioni, io vorrei optare per un part-time al 75% a scuola per avere più tempo sia per mia figlia, sia come giornalista freelance, blogger o addetto stampa.

Sei una precaria?

Sono ancora precaria e ho interpretato la mia condizione di precariato facendo la comparsa nel ruolo di studentessa di master nell’episodio ”Masterizzati” tratto dal film grottesco di Silvia Lombardo ”La ballata dei precari”; spero che l’idoneità al primo concorso della mia vita mi aiuti ad entrare in ruolo prima o poi.

Raccontaci la tua esperienza nel mondo della scuola.

La mia esperienza nel mondo della scuola inizia quasi 9 anni fa facendo supplenze giornaliere all’inizio, poi di qualche settimana, poi un mese, poi di 4-5 mesi, ecc, fino a prendere negli ultimi 5 anni incarichi annuali da settembre a giugno alla scuola dell’infanzia comunale. Non nego che mi piacerebbe, un giorno, insegnare alla scuola primaria materie umanistiche come italiano, storia e geografia, forse perché mi sento più portata per la teoria e per la lettura e la scrittura essendo anche giornalista.

Quando hai deciso di diventare mamma quali domande ti sei posta rispetto al fatto di non avere un futuro lavorativo certo?

Ho avuto molte perplessità nel diventare mamma con un futuro lavorativo incerto, poi ho pensato che se avessi aspettato il ruolo, o la fine del concorso bandito nel 2010 quando non ero incinta, ora nel 2013 ancora non sarei mamma, a causa della tempistica concorsuale. Certo è stato pesante studiare e lavorare con una figlia piccola, tanti sacrifici ma ne è valsa la pena.

Cosa potrebbe fare concretamente la politica per le mamme lavoratrici secondo te?

La politica per le mamme lavoratrici potrebbe fare di più, offrire dei servizi integrativi per l’infanzia a costi più concorrenziali per agevolare le lavoratrici madri. Quest’anno mia figlia è rientrata nelle graduatorie del nido comunale per pura fortuna, grazie a una rinuncia lo scorso luglio. Un nido privato costa decisamente troppo e l’anno scorso ho usufruito anche del congedo parentale al 30%. Non è stato facile poiché a scuola, mancando spesso, non ero ben vista dai genitori e da alcune colleghe per l’alternarsi continuo di supplenti. Non è stato sicuramente semplice il rientro al lavoro in una situazione simile.

http://www.lazibaldina.com/2013/11/11/storie-di-donne/

Storie di donne: una donna per tanti ruoli

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