Ci sarebbero molti accadimenti da raccontare sulla scuola italiana…

Questo blog nasce anche dal fatto che quel che succede nelle scuole ormai è all’ordine del giorno.
Non funziona più nulla, dalla carenza dei supplenti sia nelle scuole dell’infanzia comunali che in quelle statali.Possibile che non ci siano più supplenti e che i neolaureati in Scienze della Formazione Primaria non siano interessati a iniziare a lavorare?O è la solita politica di tagli a sanità e istruzione?
Solo per fare un esempio tutti i municipi di Roma hanno recentemente fatto dei bandi di M.A.D (Messa a disposizione se siete interessati leggetevi il bando e fate domanda) per la carenza ormai cronica di personale nella scuola dell’infanzia comunale, ma sembrerebbe che la situazione è molto diversificata da un municipio all’altro.
Ma questo è solo uno dei tanti problemi.Più in generale ci sono insegnanti che vengono sanzionati e sospesi per motivi assurdi.Genitori che fanno violenza su insegnanti,alunni che fanno violenza su insegnanti e quest’ultimi che fanno violenza sugli alunni, disegno di legge sulle telecamere nelle scuole per tutelare i minori.

Intervista a Maria Luciani autrice del libro “Ti racconto le mie storie”


Racconti di un disturbo di ansia infantile ancora poco conosciuto in Italia.

Andiamo a conoscere la storia di una ragazza che ci racconterà la sua esperienza legata a un disturbo infantile poco noto:il mutismo selettivo. Maria Luciani è nata a Roma nel 1997.Ha frequentato un istituto professionale di moda come scuola superiore, anche se poi si è accorta che non faceva per lei.

E’ stata dura scegliere la scuola superiore perchè non sapeva cosa fare. Non si sentiva portata per niente.

– A 6 anni come hai scoperto di essere affetta da mutismo selettivo, un disturbo di ansia poco conosciuto?

A casa parlavo tranquillamente perchè è un ambiente in cui mi sentivo sicura e a mio agio, mentre non era così in altri contesti sociali. Sono uscita dal silenzio tre anni fa. Se ne può uscire a qualunque età, magari crescendo sarà più difficile soprattutto riuscire a relazionarsi con gli altri, ma mai impossibile.

Richiede tempo e pazienza. Siamo molto sensibili, anche troppo direi. E se non salutiamo o non rivolgiamo parola, non lo facciamo perchè siamo maleducati o cattivi come ci descrivono tutti, ma perchè non riusciamo, abbiamo la voce completamente congelata. E’ come avere un forte nodo che ti stringe la gola. Ho scoperto di avere il mutismo perchè a scuola non parlavo con nessuno. E allora i miei genitori hanno cercato un centro di diagnosi per scoprire di cosa si trattava.

Fin dal primo giorno di scuola elementare non emettevo fiato. Non parlavo neanche in altri ambienti come in piscina, al bar, al supermercato. Fuori casa ero totalmente chiusa. Il fatto che mi etichetassero come quella ”muta” mi ha sempre dato fastidio perchè io non mi sentivo così, sapevo che era l’ansia che bloccava la voce. Sapevo che la vera me era nascosta dentro. Dentro ero un vulcano di pensieri ed emozioni. Pensieri che a parole non riuscivo a dire, ma che riuscivo ad esprimere benissimo attraverso la scrittura.

– Tra le tue passioni scrivere è quella fondamentale che ti ha portato a descrivere il tuo vissuto, le tue emozioni e riflessioni attraverso il libro autobiografico “Ti racconto le mie storie”, parlacene brevemente. Ho sempre scritto. Anche le interrogazioni a scuola, vista la mia impossibilità a comunicare verbalmente, le facevo scritte. Ho scritto un piccolo libro a proposito di tutto questo, si intitola ”Ti racconto le mie storie”. L’ho scritto in un periodo in cui andavo ancora a scuola.

Sono dei piccoli racconti brevi, alcuni reali, altri un pò inventati, ma che descrivono esattamente i miei sentimenti provati in quel momento. Erano sentimenti di rabbia, di tristezza, angoscia e di frustrazione. L’impossibilità ad interagire con i miei coetanei soprattutto in adolescenza dove farmi degli amici diventava per me una necessità, mi hanno portato negli ultimi due anni di scuola ad un crollo emotivo. Mi sentivo diversa, fuori posto, esclusa.

Tutte sensazioni che un normale adolescente vivrebbe, ma più amplificate per via del disturbo. Mentre fuori mi sbloccavo, a scuola ero ancora quasi del tutto chiusa. Ero arrabbiata con i miei coetanei, con gli adulti e con me stessa in particolare. Perchè pretendevo tanto da me stessa e non accettavo più questa mia condizione. Il fatto di ritrovarmi ancora così a 17 anni, mi mandava su tutte le furie.

– Quali altre passioni coltivi?

Oltre la scrittura, ho altre passioni che sono lo spagnolo che adoro.L’ho studiato alle scuole medie e l’ho amato fin da subito. La considero la mia seconda lingua. Di solito tutti amano più l’inglese, io invece mi distinguo anche per questo. Con l’inglese sono negata. Amo viaggiare, in aereo soprattutto che è il mio mezzo di trasporto preferito, ma anche in macchina, in treno o sulla nave, mi piace guardare fuori dal finestrino e perdermi fra i miei pensieri. Adoro i viaggi, ma non quelli corti, quelli lunghi. Sono stata in Sardegna più di una volta e l’ultimo viaggio che ho fatto anni fa ormai, è stato in Argentina. Preferisco l’inverno e il freddo perciò amo la montagna. Mi fa pensare ad un posto tranquillo. Adatto a me insomma. Amo andare al cinema e al teatro per vedere musical soprattutto. Mi piace il palcoscenico e pensare a cosa fanno gli attori prima di esibirsi in scena dietro le quinte. Il backstage è ciò che mi affascina di più. E poi mi piace passeggiare per le vie della mia città. Abito a Roma che è davvero magica. Sono fiera di essere nata in una città così meravigliosa. Non la cambierei con nessuna.

– Il tuo sogno è quello di diventare una sceneggiatrice di film, che genere di film ti piacciono e che sceneggiatura ti piacerebbe scrivere?

Mi piacerebbe anche poter scrivere storie di film. Mi piacciono i film romantici, anche film basati su storie vere. Mi piacerebbe scrivere film di questo genere, magari con qualche storia d’amore.

-Come hai conosciuto Aimuse (Associazione italiana mutismo selettivo) e in che modo ti ha aiutato a uscire dal mutismo selettivo?

Mia madre è stata una delle fondatrici di Aimuse, una pioniera.E’ stata anche referente per il Lazio all’inizio.

Si è unita con altre mamme con figli che avevano lo stesso mio problema ed è nata l’associazione. Era il 2009 io facevo la seconda media. Ho fatto anche la “vacanzina terapeutica”,un’esperienza residenziale rivolta ai minori e alle loro famiglie con mutismo selettivo. Essendo uscita da quest’ultimo vado lì e sono un pò un esempio per chi deve uscirne.Oltrettutto fa bene anche a me, i terapeuti che ci seguono sono tutti competenti. Fare questo tipo di soggiorno mi aiuta a relazionarmi meglio con gli altri visto che spesso ho dei blocchi. L’estate scorsa siamo stati ad Armeno sul Lago D’Orta, in provincia di Novara e a gennaio di quest’anno a Milano.Quando sono lì mi sento parte di un gruppo e davvero a casa, mi sento veramente me stessa senza essere giudicata.

Roma Flowers Park e Tulipark : due realtà capitoline a confronto

Un parco pieno di tulipani può far tornare in mente l’infanzia e il cartone animato anni ’80 “Lulù l’angelo tra i fiori”, con la sigla italiana cantata dai Rocking Horse, il Fiore dei sette colori e le avventure della protagonista tra vari Paesi (compresa l’Olanda) per trovarlo.

Cogliere emozioni, in fondo, può essere anche questo: farci tornare indietro nel tempo.

Dal 23 marzo fino al 5 maggio, in Via Castel di Leva 358, in zona Divino Amore, è possibile ammirare i tulipani in fiore della prima edizione del Roma Flowers Park, un parco di oltre 22mila metri quadrati che richiama il Keukenhof, una delle principali attrazioni dei Paesi Bassi (considerato il più grande parco di fiori a bulbo del mondo), presso il quale sono stati piantati più di un milione di bulbi di tulipani olandesi, ben 79 varietà di questi fiori.

La struttura di Roma Flowers Park
Nel parco è presente una sezione con stand espositivi, presso i quali è possibile ammirare ed eventualmente acquistare prodotti tipici di Amatrice e della Ciociaria. Ci sono due vaste aree ristoro e pic-nic dove si possono degustare i prodotti tipici della tradizione laziale (come le note ciambelle di pane all’anice della provincia di Frosinone) facendo una sosta all’ombra di un uliveto o un vigneto.

È disponibile anche un’area giochi per bambini ed una didattica per avvicinare i più piccoli alla stagionalità dei fiori.

Qui possono imparare quali sono i periodi migliori per piantarli e le cure di cui hanno bisogno per crescere al meglio, e al contempo possono divertirsi a piantare i bulbi che poi porteranno a casa in un vasetto, souvenir floreale della giornata. Il parco è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, mentre sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:00. Il biglietto è acquistabile online al costo di 5 euro o alla cassa al prezzo di 6 euro, mentre per i bambini al di sotto dei 6 anni è gratis.

Un’ottima location per una scampagnata o per una gita primaverile fuori porta.

Tra le regole da rispettare c’è il divieto di calpestare le aiuole, di raccogliere fiori nelle aree protette della mostra, e a tale scopo è stata allestita la zona “Pick your flowers”. Non bisogna disperdere i rifiuti al fine di mantenere pulito il parco, sono ammessi i cani al guinzaglio e con museruola, e naturalmente i padroni devono provvedere a munirsi degli apposti sacchetti per raccogliere le deiezioni.

Non servono attrezzi per raccogliere i tulipani: si possono estrarre semplicemente con le mani, tirandoli dal terreno e portandoli a casa, seguendo i consigli degli addetti. Per coloro che giungono in zona in auto, è presente un’ampia area parcheggio.

Chi è interessato può anche prendere parte ad un contest fotografico: è necessario scattare una foto e postarla sui social con l’hashtag #RFP2019. Tutti i visitatori che mostrano l’immagine al “Pick your flowers” possono raccogliere il primo tulipano gratis, mentre il costo dei fiori successivi è di € 1,50 cadauno.

Roma Flowers Park sarà aperto fino a domenica 5 maggio.

Le differenze tra Tulipark e Roma Flowers Park
La seconda edizione del Tulipark si è conclusa il 22 aprile dopo quella dello scorso anno a Prima Porta. È stata inaugurata il 21 marzo in via dei Gordiani 73 in zona Villa De Sanctis al V Municipio. La differenza rispetto a Roma Flowers Park è data dalla presenza di 91 varietà di tulipani in 26mila metri quadrati di colori e profumi. Inoltre era stato realizzato anche un mulino a vento ed uno zoccolo olandese gigante (maxi klompen) dove scattare selfie e foto ricordo, e c’erano anche un furgone Wolkswagen vintage e altre attrazioni da immortalare. L’evento è stato arricchito da balli folkloristici a cura della Rome International Dance Academy, esibizioni da circo contemporaneo direttamente dalla Scuola Romana di Circo, spettacolari esibizioni di danza contemporanea gestite dalla Entertainment Artist Company di Claudio e Paolo Ladisa.

Per concludere, all’area ristoro TulipCafè si poteva scegliere tra frikandellen, salamelle impanate a forma di vera e propria salsiccia, saporito formaggio Gouda, bahmi impanati e bitterballen, tipiche polpette olandesi.

CURIOSITÀ

Intervista ad Andrea Martire autore della Guida Verace di Centocelle

Secondo Badi la piattaforma leader per l’affitto di stanze, Centocelle è uno dei quartieri più cool della capitale che si sta lasciando alle spalle la nomina di quartiere “degradato”, anche grazie all’apertura di bistrot e locali di tendenza.

Lo rivela anche un articolo del giornalista Paolo Baroni uscito di recente su La Stampa il 21 marzo scorso in cui Centocelle viene paragonata ad alcuni quartieri di Londra come Jaurès, Tooting o Shepherd’s Bush.

Alcune domande all’autore del libro: Andrea Martire

– Cosa ne pensi dei paragoni sopracitati tra Centocelle e alcuni quartieri londinesi? Sono veritieri secondo il tuo punto di vista?

La Guida Verace di Centocelle nasce per un atto di giustizia e di orgoglio. Ho trascorso 35 dei miei 45 anni qui, ci sono nato, ci ho fatto tutte le scuole, mi sono formato. Qui è dove crescerà mia figlia. Non potevo più sopportare che il mio quartiere venisse considerato pericoloso, malfamato, non degno di essere conosciuto.

Ho voluto restituire qualcosa alle strade che mi hanno accolto, alle vie che mi hanno fatto crescere, alla mia gente. Era un po’ che ci pensavo poi trovai un annuncio: “Guida Verace (all’epoca esisteva solo quella di Piazza Bologna) cerca autori”. Mi candidai, mi presero. La Guida è nata così, come volume di una collana un po’ particolare, un focus sui quartieri, una descrizione scritta da chi il quartiere lo vive e lo conosce davvero.

Badi ha ragione.

Oggi il quartiere è davvero vivibile con qualità. Quello che è successo è un percorso sociologico, il quartiere si è “aperto”. E’ venuta la metro C, c’è stato ricambio generazionale, sono affluite tante persone da fuori e parecchi studenti (siamo equidistanti tra due università), ci sono botteghe storiche e centri commerciali, siamo vicini alle autostrade, i prezzi degli affitti non sono così drammatici come da altre parti. Centocelle è diventato un polo d’attrazione, una sorta di distretto.

Ora, e chi avrebbe potuto prevederlo trent’anni fa?, quando si esce si viene a Centocelle. Io da studente ero costretto ad andare a San Lorenzo perché da noi non c’era niente. Un territorio desolato che ora è sbocciato, con tutta la sua umanità e con la voglia di raccontarsi di una zitella troppo a lungo non tenuta in considerazione. Rivincita? Forse. Di sicuro rinascita. Oggi il quartiere va veloce, corre. Ma non lascia indietro nessuno. Ci sono tanti stranieri, nomadi, ma conviviamo pacificamente, sono presenti anche moltissimi bambini (e non sufficienti aree verdi), ci sono locali strepitosi. Quando vengono i locali portano sviluppo, posti di lavoro, fanno crescere le strade e le piazze. Non conosco così bene i quartieri menzionati ma credo che il filo conduttore possa essere quello dello sviluppo inatteso, della riqualificazione endogena, un processo quasi spontaneo che ha sorpreso tutti.

Per un apericena che locale ci consiglieresti?

Per un apericena c’è da scegliere, Prima o poi bisogna provarli tutti, Core Bistrot in stile newyorkese ma suggerisco anche Mirto, Shah Mat, L’Ombralonga, Beer Style. Ma vanno provati tutti, qui non ci sono locali seriali, ognuno è “verace” a modo suo. Come ristoranti da non perdere Mabe e Cento Gourmet, locali che potrebbero essere premiati con qualche pregiata stella. Le Quattro monete è un altro indirizzo buono, fa solo pesce. Come pizzerie bisogna andare da Buone Maniere e da 180g, oltre che ‘Nduja2. Per le trattorie romanesche suggerisco Osteria Bonelli. La Pecora Elettrica è invece luogo da frequentare a tutte le ore, libreria – bistrot di grande gusto dichiaratamente antifascista andato in fiamme la notte del 25 aprile scorso, verso cui il quartiere, mosso dalla solidarietà si è già attivato con una raccolta fondi a sostegno della ricostruzione del locale.

-Il tuo libro in quante parti si divide?

Il mio libro è una Guida ed ha il filo conduttore e l’anima da guida. Quindi ci sono cenni storici, ben 3 itinerari da seguire come turista (ed è quello che sto proponendo con la mia associazione culturale, “CentRocelle”) di cui uno sul cinema, una sezione riservata ai ristoranti, una ai bar, una ai locali (pre e dopo cena). Non poteva mancare un cenno alle utilità (lavanderie, farmacie), una piccola mappa e i trasporti. E due pagine per i personaggi illustri partoriti dal quartiere, come Baglioni, Zarrillo, Castellitto per citarne alcuni.

-Conosci il libro di Pancrazio Anfuso Centocelle Storie e luoghi dalla A alla Z uscito nel 2018 ?

Ho letto il libro di Anfuso, ma il mio è del 2017 quindi precedente. E’ bene che si parli e si continui a parlare del quartiere.
Libri