Racconti di un disturbo di ansia infantile ancora poco conosciuto in Italia.

Andiamo a conoscere la storia di una ragazza che ci racconterà la sua esperienza legata a un disturbo infantile poco noto:il mutismo selettivo. Maria Luciani è nata a Roma nel 1997.Ha frequentato un istituto professionale di moda come scuola superiore, anche se poi si è accorta che non faceva per lei.

E’ stata dura scegliere la scuola superiore perchè non sapeva cosa fare. Non si sentiva portata per niente.

– A 6 anni come hai scoperto di essere affetta da mutismo selettivo, un disturbo di ansia poco conosciuto?

A casa parlavo tranquillamente perchè è un ambiente in cui mi sentivo sicura e a mio agio, mentre non era così in altri contesti sociali. Sono uscita dal silenzio tre anni fa. Se ne può uscire a qualunque età, magari crescendo sarà più difficile soprattutto riuscire a relazionarsi con gli altri, ma mai impossibile.

Richiede tempo e pazienza. Siamo molto sensibili, anche troppo direi. E se non salutiamo o non rivolgiamo parola, non lo facciamo perchè siamo maleducati o cattivi come ci descrivono tutti, ma perchè non riusciamo, abbiamo la voce completamente congelata. E’ come avere un forte nodo che ti stringe la gola. Ho scoperto di avere il mutismo perchè a scuola non parlavo con nessuno. E allora i miei genitori hanno cercato un centro di diagnosi per scoprire di cosa si trattava.

Fin dal primo giorno di scuola elementare non emettevo fiato. Non parlavo neanche in altri ambienti come in piscina, al bar, al supermercato. Fuori casa ero totalmente chiusa. Il fatto che mi etichetassero come quella ”muta” mi ha sempre dato fastidio perchè io non mi sentivo così, sapevo che era l’ansia che bloccava la voce. Sapevo che la vera me era nascosta dentro. Dentro ero un vulcano di pensieri ed emozioni. Pensieri che a parole non riuscivo a dire, ma che riuscivo ad esprimere benissimo attraverso la scrittura.

– Tra le tue passioni scrivere è quella fondamentale che ti ha portato a descrivere il tuo vissuto, le tue emozioni e riflessioni attraverso il libro autobiografico “Ti racconto le mie storie”, parlacene brevemente. Ho sempre scritto. Anche le interrogazioni a scuola, vista la mia impossibilità a comunicare verbalmente, le facevo scritte. Ho scritto un piccolo libro a proposito di tutto questo, si intitola ”Ti racconto le mie storie”. L’ho scritto in un periodo in cui andavo ancora a scuola.

Sono dei piccoli racconti brevi, alcuni reali, altri un pò inventati, ma che descrivono esattamente i miei sentimenti provati in quel momento. Erano sentimenti di rabbia, di tristezza, angoscia e di frustrazione. L’impossibilità ad interagire con i miei coetanei soprattutto in adolescenza dove farmi degli amici diventava per me una necessità, mi hanno portato negli ultimi due anni di scuola ad un crollo emotivo. Mi sentivo diversa, fuori posto, esclusa.

Tutte sensazioni che un normale adolescente vivrebbe, ma più amplificate per via del disturbo. Mentre fuori mi sbloccavo, a scuola ero ancora quasi del tutto chiusa. Ero arrabbiata con i miei coetanei, con gli adulti e con me stessa in particolare. Perchè pretendevo tanto da me stessa e non accettavo più questa mia condizione. Il fatto di ritrovarmi ancora così a 17 anni, mi mandava su tutte le furie.

– Quali altre passioni coltivi?

Oltre la scrittura, ho altre passioni che sono lo spagnolo che adoro.L’ho studiato alle scuole medie e l’ho amato fin da subito. La considero la mia seconda lingua. Di solito tutti amano più l’inglese, io invece mi distinguo anche per questo. Con l’inglese sono negata. Amo viaggiare, in aereo soprattutto che è il mio mezzo di trasporto preferito, ma anche in macchina, in treno o sulla nave, mi piace guardare fuori dal finestrino e perdermi fra i miei pensieri. Adoro i viaggi, ma non quelli corti, quelli lunghi. Sono stata in Sardegna più di una volta e l’ultimo viaggio che ho fatto anni fa ormai, è stato in Argentina. Preferisco l’inverno e il freddo perciò amo la montagna. Mi fa pensare ad un posto tranquillo. Adatto a me insomma. Amo andare al cinema e al teatro per vedere musical soprattutto. Mi piace il palcoscenico e pensare a cosa fanno gli attori prima di esibirsi in scena dietro le quinte. Il backstage è ciò che mi affascina di più. E poi mi piace passeggiare per le vie della mia città. Abito a Roma che è davvero magica. Sono fiera di essere nata in una città così meravigliosa. Non la cambierei con nessuna.

– Il tuo sogno è quello di diventare una sceneggiatrice di film, che genere di film ti piacciono e che sceneggiatura ti piacerebbe scrivere?

Mi piacerebbe anche poter scrivere storie di film. Mi piacciono i film romantici, anche film basati su storie vere. Mi piacerebbe scrivere film di questo genere, magari con qualche storia d’amore.

-Come hai conosciuto Aimuse (Associazione italiana mutismo selettivo) e in che modo ti ha aiutato a uscire dal mutismo selettivo?

Mia madre è stata una delle fondatrici di Aimuse, una pioniera.E’ stata anche referente per il Lazio all’inizio.

Si è unita con altre mamme con figli che avevano lo stesso mio problema ed è nata l’associazione. Era il 2009 io facevo la seconda media. Ho fatto anche la “vacanzina terapeutica”,un’esperienza residenziale rivolta ai minori e alle loro famiglie con mutismo selettivo. Essendo uscita da quest’ultimo vado lì e sono un pò un esempio per chi deve uscirne.Oltrettutto fa bene anche a me, i terapeuti che ci seguono sono tutti competenti. Fare questo tipo di soggiorno mi aiuta a relazionarmi meglio con gli altri visto che spesso ho dei blocchi. L’estate scorsa siamo stati ad Armeno sul Lago D’Orta, in provincia di Novara e a gennaio di quest’anno a Milano.Quando sono lì mi sento parte di un gruppo e davvero a casa, mi sento veramente me stessa senza essere giudicata.

Intervista a Maria Luciani autrice del libro “Ti racconto le mie storie”

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