Foto Dora Romano
Andiamo a porre alcune domande a un’attrice con una lunga gavetta alle spalle:Dora Romano,nata e cresciuta in una provincia del sud a Castellamare di Stabia.

– Quando è iniziata la tua passione per il teatro/cinema?Hai studiato con il grande Gassmann e hai iniziato a lavorare con il noto Eduardo De Filippo.Che ricordi conservi di quel periodo?

Credo che la mia passione per lo spettacolo sia nata con me. Mi piace sempre ricordare che, quando ero ancora piccolissima, 6 anni forse, cantavo al vicolo con le gambe penzoloni dalla ringhiera del balcone…era una specie di bisogno che sentivo.

Della scuola teatrale “La Bottega di Firenze” ricordo lo stupore quotidiano di trovarmi di fronte a un mostro sacro come Gassman, e la grande sete di imparare , non solo da lui, ma dagli altri maestri che lo affiancavano. Con Eduardo fui chiamata a lavorare da Luca, suo figlio, che stava prendendo la sua eredità teatrale e aveva appena creato la sua propria compagnia. Ricordo molto bene le prove a tavolino con Eduardo , in cui lui recitava tutta la commedia, tutti i personaggi, canticchiava persino le musiche…era già molto anziano e quasi cieco e questa cosa mi incantava…dopo aver finito lui diceva semplicemente: “ecco qua…ora tocca a voi”.

-Sei nota nel cinema per la tua interpretazione in “Profumo -Storia di un assassino” nel ruolo di Madame Baldini moglie di Dustin Hoffman e a teatro in “Sister Act” in cui sei la coprotagonista rivestendo il ruolo della Madre Superiora.Parlaci brevemente sia di questa esperienza cinematografica che di quella teatrale.

-Nel film,”Profumo -Storia di un assassino” fui scelta fra 500 attrici provenienti da tutta Europa, dopo un semplice provino su parte. Dopo una decina di giorni fui convocata a Londra perché il regista voleva incontrarmi…mi ritrovai faccia a faccia con Dustin Hoffman e non me l’aspettavo proprio…lui fu estremamente simpatico e accogliente e io lo prendo sempre ad esempio di come essere grandi attori non significa essere distanti e scostanti…lui sul set era sempre sorridente scherzoso e disponibile. Anche per ciò che riguarda “Sister Act” fui scelta fra centinaia di attrici che aspiravano al ruolo. Feci tre audizioni. Solo in seguito seppi che mi avevano scelta già dalla prima. E’ stata un’esperienza artistica e umana fra le più belle della mia vita artistica…ancora oggi, dopo otto anni, abbiamo una chat di whatsapp con la quale comunichiamo

Il successo sul piccolo schermo è arrivato nel dicembre 2018 con l’interpretazione della maestra Oliviero nella serie tv “L’Amica Geniale” di Costanzo ispirata al romanzo di Elena Ferrante.Parlacene

Per quanto riguarda “L’Amica Geniale” ho vissuto un’esperienza davvero appagante. Lavorare su quel set ha significato essere totalmente coinvolta in un ambiente denso di persone di valore, professionisti giganteschi ma umili. A dirla tutta, mi sembrava di essere su un set americano,o inglese…perché l’attenzione di tutti i reparti era massima e distribuita ad ognuno con la stessa densità, dai protagonisti alle comparse…eravamo tutti concentrati al massimo e pronti in qualunque momento.

Come ti sei trovata ad interpretare un ruolo guida così centrale nella vita prima delle due bambine protagoniste e poi delle due adolescenti Lila e Lenù ?Essendo anche tu nata negli anni Cinquanta ti sei un pò “ritrovata” in quella descrizione di Napoli post bellica del rione?

La Maestra Oliviero è una donna d’altri tempi, e in effetti….personalmente non mi capita da tanto tempo di incontrare donne così.Fanno parte di un passato che sembra distante anni luce e invece stiamo parlando di pochi anni fa, in fondo. La maestra Oliviero è innanzitutto una donna consapevole della propria missione e della responsabilità di trasmettere il sapere alle nuove generazioni , perché, appena finita la guerra non si poteva perdere tempo, bisognava ricostruire in fretta sulle rovine lasciate dalle bombe e dalla morte. La Oliviero era consapevole di avere a disposizione poco tempo, solo cinque anni, per forgiare le menti che avrebbero avuto il compito gravoso della ricostruzione, fisica e psicologica, di un intero popolo. Ho rivisto nella maestra Oliviero almeno tre delle mie insegnanti , dalla mia maestra elementare alla professoressa del ginnasio…erano donne molto severe e autoritarie…è stato come tuffarmi nel passato…non sono stati anni felici per me e quindi ho cercato di dare alla maestra Oliviero quello che allora mi mancò nelle mie insegnanti e cioè una maggiore dolcezza, ascolto e rispetto delle differenze.

Che differenze riscontri tra l’insegnamento negli anni Cinquanta, quando ancora la maestra poteva avere un ruolo di guida e nell’era postmoderna in cui insegnare è diventato sempre più difficile,quasi una sfida.

A proposito di questo le dirò che e’ successa una cosa curiosa durante il party successivo alla proiezione a Venezia…c’erano tantissimi invitati e ho ricevuto una quantità enorme di complimenti, ma ciò che mi è rimasto impresso è che molti di loro del pubblico affermavano che oggi ci sarebbe tanto bisogno di una come la Maestra Oliviero…lascio a lei rispondere al perché si senta questa esigenza. Per ciò che ne posso sapere le dico che da quello che vedo, e tenendo ben presente che non ho figli, l’educazione, e di conseguenza i metodi di insegnamento hanno dovuto compiere dei salti giganteschi in molteplici direzioni. Questa molteplicità ha provocato confusione, insicurezza e molto stress nel corpo insegnante, che ha dovuto usare molte delle proprie energie per imparare in prima persona nuove tecnologie, nuovi moduli di comunicazione, mentre i giovani studenti sembrano avere in sé, dalla nascita, la padronanza di tutto questo e una consapevolezza di sè molto maggiore di allora. Non era facile ai miei tempi insegnare e non lo è affatto anche oggigiorno,ma non si può accusare nessuno per questo.

-Hai partecipato nel 2018 anche al film “La mia pelle” di A.Cremonini sul caso Cucchi.Che ruolo avevi?

Nel film “La mia pelle” ho ricoperto il ruolo di uno dei medici che hanno tenuto Stefano Cucchi sotto osservazione durante la sua ultima settimana di vita. E’ stata la dottoressa che ha cercato di aiutarlo come ha potuto, non senza qualche superficialità, come purtroppo sappiamo. E’ un ruolo davvero breve ma ho accettato di partecipare al film sentendo il preciso dovere morale e sociale di farlo.

-Recentemente hai partecipato nel film ” Un ‘Avventura” di Marco Danieli,con Laura Chiatti e Michele Riondino, uscito lo scorso 14 febbraio al cinema dove hai interpretato la parte di Luisa.Che ruolo ha tale personaggio?

Per quanto riguarda il film “Un’avventura” è stata un’esperienza molto divertente, dal punto di vista attoriale: ho dovuto recitare il dialetto pugliese, e lavorare con i dialetti per me è sempre estremamente divertente. Il ruolo è quello della mamma del protagonista (Michele Riondino), una donna semplice, di paese, che a un certo punto però si trova a dover affrontare il tradimento del suo attempato marito e a mettere in discussione il suo ruolo di moglie e madre.

-Nel 2015 hai lavorato con Ascanio Celestini nel film “Viva La Sposa” dove hai interpretato la parte di La madre di Sasà.Parlacene meglio.

Con Ascanio Celestini avevo fatto un provino mesi addietro all’inizio delle riprese e non ci pensavo più,pensando che non fosse andato bene. Invece mi ha chiamato per questo breve ma intenso ruolo , sempre di madre, una donna sofferente che odiava il marito e si è trovata a generare due figli problematici. Una storia dell’ estrema periferia romana, come ce ne sono tante.

-Che progetti hai per il futuro?

Per il futuro ho in progetto di partecipare ancora al seguito dell’”Amica Geniale”, sempre nel ruolo della maestra Oliviero…ma sarà una presenza estremamente breve. Ho appena finito di girare una fiction Rai Uno , “Le Avventure di Imma” anche questa girata in dialetto materano, ma non ho idea di quando andrà in onda. Intanto ,se va tutto bene, riprenderò il musical Mary Poppins , nel ruolo della vecchietta dei piccioni… a presto!

Intervista a Dora Romano,ovvero la maestra Oliviero dell’Amica Geniale premiata al Diversity Media Awards 2019 come migliore serie dell’anno

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