Bozza capitoli autobiografia

Scampoli di vita di una giornalista a scuola

Tratto dal blog:
http://daniela1campoli.spazioblog.it/

Introduzione

Cap.1-Studentessa universitaria ed esordi da aspirante pubblicista

Cap.2 -L’iter da aspirante pubblicista mentre ero insegnante precaria :da sogno realizzato a dura realtà

Cap.3-Migliori interviste a tu per tu ed articoli emblematici

Cap.4 -Gli sbocchi occupazionali della laurea in Scienze dell’educazione

Cap.5-Una “Masterizzata recidiva cronica “ nella Ballata dei precari

Cap.6 -Il diploma magistrale entro 2002 è abilitante

Cap.7-Il duro mestiere di insegnare

-Conclusioni

Citazioni dal film di Muccino “Come te nessuno mai”

L’importanza della Lentezza in una vita troppo veloce. XIII Giornata Mondiale della Lentezza

Viviamo in un’epoca in cui tutto scorre velocemente, (Panta rei come diceva Eraclito) un continuo rincorrere il tempo fino a diventarne schiavi. Eppure il cervello che regola i nostri comportamenti ci è stato donato proprio come una macchina lenta, che ha bisogno dei suoi tempi e di una sequenza nella sua azione. Noi invece facciamo il contrario, e viviamo nell’incubo della lentezza che associamo alla perdita di tempo.

Ridurre la velocità. Non solo quella dell’auto quando proviamo a sfrecciare nel traffico, ma in generale il ritmo frenetico l’ossessione di non avere abbastanza tempo. Diminuire la velocità, per riscoprire la funzionalità della lentezza che non va confusa con l’incertezza, ma semmai con uno sforzo per capire meglio le situazioni prima di prendere decisioni.

In un libro (Elogio della lentezza, edizioni Il Mulino), il professore Lamberto Maffei, presidente dell’Accademia dei Lincei ed ex direttore dell’Istituto di Neuroscienza del Cnr ci guida nell’esplorazione dei meccanismi cerebrali che inducono all’eccessiva velocità e ci rappresenta, con una dose di nostalgico pessimismo, i vantaggi del pensiero lento, di un pensiero che assecondi i tempi naturali della macchina, il cervello appunto. «Il desiderio di emulare le macchine rapide create da noi stessi, a differenza del cervello che invece è una macchina lenta, diventa fonte di angoscia e di frustrazione» scrive Maffei. E aggiunge: «La netta prevalenza del pensiero rapido, a partire da quello che esprimiamo attraverso l’uso degli strumenti digitali, può comportare soluzioni sbagliate, danni all’educazione e perfino al vivere civile».

Dunque la riscoperta delle lentezza, seguendo il ragionamento di Maffei, potrebbe essere un’ottima terapia contro gli effetti dello stress digitale, dove tutto viene comunicato in tempi record attraverso social network, whatss app, mail, sms. È come se una macchina naturale, il cervello, riuscisse a fare da argine alle macchine artificiali, quelle che gonfiano la potenza del web. E considerando magari che soltanto nell’ultima settimana, per stare dietro al pressante uso di questi strumenti, abbiamo perso due ore di sonno forse è utile ricordarci che l’uomo non è programmato per essere troppo veloce.

La lentezza negli ultimi anni ha sollecitato anche dibattiti e incontri. Esiste la “Giornata mondiale della lentezza”,la I edizione ci fu nel 2007, il 6 maggio 2019 ,è prevista la XIII edizione ed è molto attiva in Italia l’associazione “Vivere con lentezza” (www.vivereconlentezza.it) che promuove questo stile di vita in contrapposizione con i ritmi frenetici del nostro vivere quotidiano. E’ stata creata da Bruno Contigiani, un personaggio singolare sia per formazione sia per la storia professionale: ha studiato alla Bocconi considerata uno dei templi della velocità in versione accademica, capo ufficio stampa di ibm Italia e di Telecom, stressato manager di una multinazionale, nel 1999 ha deciso di dedicarsi alla sua nuova missione. Diffondere il piacere, il senso della lentezza. Tra le cose di cui parla l’associazione c’è un vademecum che può essere utile nel tentativo di affrontare, con piccoli gesti, la battaglia di Davide ( che metaforicamente è la velocità) contro Golia. Per esempio: se fate la fila, in un negozio davanti a uno sportello di banca, in un locale pubblico, non cedete alla tentazione di rabbiosa insofferenza, e approfittatene magari per fare una nuova conoscenza, per fare due chiacchiere o ascoltare una storia. Non riempite l’agenda di impegni ed evitate di fare più cose contemporaneamente o di dire a voi stessi e agli altri che non avete tempo.

Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza è una storia scritta da Luis Sepulveda .

La lentezza è il fulcro di questa “favola moderna” degna delle penna dell’autore che proprio in occasione della giornata dedicata al sapere vivere con lentezza mi è sembrato giusto ricordare. L’essere lenti che non significa “conformarsi” ma, proprio come fa la lumaca protagonista del libro, prendersi il giusto tempo per porsi delle domande e anche trovare il tempo di viaggiare per trovare le proprie personali risposte.

Una storia che si può leggere a qualsiasi età per comprendere il valore del tempo, della memoria ma anche del coraggio e della libertà.

Infine una considerazione sulla donna, il suo diritto alla maternità ai propri spazi e alla dura ripresa lavorativa in una società dove c’è assenza di Welfare, dove gli asili nido sono insufficienti e dove spesso le attività innovative come i coworking con spazio baby non vengono valorizzate o sostenute adeguatamente( un esempio ne è l’Alveare a Roma nel V Municipio che ha recentemente chiuso lo scorso 30 marzo).

www.vivereconlentezza.it

Questione telecamere nelle scuole dell’infanzia

Mettere le telecamere nelle scuole per tutelare i bambini e le maestre può essere utile?
Una maestra con problemi psichici può essere “guarita”con la prova delle telecamere?
Il disagio in questo modo magari non si elimina.Ci vogliono controlli psicologici continui,figure psicologiche in ogni struttura.

Un post dedicato a chi non mi conosce bene

Sono sempre stata convinta che chi non ti conosce bene provi invidia quando tenti di fare qualcosa in più rispetto al tuo lavoro principale.
Premesso che prima di invidiare le persone o giudicarle bisognerebbe conoscerne la storia personale per capire se la persona in questione merita o meno quel posto di lavoro.
Posso dire a testa alta di aver superato il concorso pubblico 300 insegnanti scuola infanzia bandito nel 2010 arrivando 349esima su 1390 come detto anche in altri post del blog.
Mi piace soprattutto la parte didattica legata all’insegnamento e i libri per l’infanzia.
Ho intervistato 2 autori emergenti di favole per bambini su Blasting News: Enrico Mancini per “Il Buio finalmente sorride” e Tiziana Capocaccia per “Il Gattino Blu”.
Credo che il discorso dell’autorevolezza si acquisisca nel tempo e che non si possa dire a un’insegnante che non sia adatto a quel mestiere solo per questo motivo o perchè fa anche altro nella vita.

Nella vita ci vuole resilienza e la scrittura dovrebbe essere un potente mezzo per tentare di cambiare qualcosa

Anni fa ho creato questo blog senza troppe pretese inserendo buona parte dei miei articoli e interviste,sperando un giorno chissà di farne un libro autobiografico o di inserire anche spunti didattici interessanti come tanti blog di maestre che si trovano su internet.
Il punto critico su cui insisto è che in Italia chi lavora come insegnante nel momento in cui diventa anche genitore comincia ad avere problemi, perchè a scuola vogliono massima presenza anche se hai una bimba di 20 mesi o anche meno che frequenta il primo anno di nido, si ammala spesso e ha febbre quasi tutte le volte le spunta un dentino. Magari paghi 400 euro di asilo nido al mese, il bonus nido da 90 euro mensili ancora non si è visto e forse appena c’è tempo è il caso di andare fisicamente all’inps.
Il lato positivo è che dicono che per il 2019 il bonus è aumentato a 135 euro mensili di rimborso che almeno è un terzo.Purtroppo non hai un welfare adeguato che ti sostiene perchè hai dei suoceri molto anziani e hai solo una mamma che comincia ad avere i suoi problemini di salute per tendinite,in famiglia hai anche una nonna che si è dovuta trasferire a Roma con tua madre in quanto non più autosufficiente.La tua prima figlia ha un bes e per la legge italiana un problema emotivo dell’età evolutiva non è riconosciuto quando invece avresti anche tu diritto a prenderti qualche permesso per portarla a terapia.
Gli insegnanti sono poco tutelati, ma non sono esenti dall’avere figli più o meno problematici,quindi se c’è incompatibilità tra l’essere mamma ed insegnante forse dovrebbero venire incontro alle tue esigenze perchè hai tutti diritti riconosciuti dalla legge infondo.
Dopo essere stata per anni paladina degli insegnanti precari,vorrei diventare paladina di insegnanti con figli che hanno bes (bisogni educativi speciali) soprattutto perchè non sono riconosciuti ma vanno comunque seguiti nel loro percorso quindi è giusto che ci sia il congedo parentale al 30% fino a 6 anni e non retribuito da 6 a 12 anni sia a ore che a giorni.

Rubrica Silenzi nel gruppo facebook TraLeRighe a cura di Maria Luciani:la scrittura come strumento per sconfiggere il bullismo e il Mutismo selettivo

Rubrica Silenzi a cura di Maria Luciani nel Gruppo TraLeRighe . La scrittura come stumento per sconfiggere il bullismo e il Mutismo selettivo.

Domani sarà ospite della Rubrica Silvestra Sorbera giornalista pubblicista freelance.
La rubrica è solitamente ogni sabato alle ore 19.00,ma sarà anticipata eccezionalmente a domani perchè sabato Maria Luciani parteciperà alla Fiera “Sulle Note del Tuo Libro” con il libro “L’Altra Faccia del bullo”.

Ogni sabato da qualche mese a questa parte è ospite chi ha scritto libri inerenti “Il Bullismo” o sul “Mutismo Selettivo.