Roma Sciopero del 25 ottobre 2019 con presidio sotto Ministero dell’Economia e delle Finanze

Il 25 ottobre è stato un venerdi nero in quanto si sono fermati circa 30 mila dipendenti comunali impiegati nelle società partecipate di Roma Capitale.

Servizi a rischio in tutti i comparti per la mobilitazione indetta da Cgil Cisl e Uil in protesta contro l’amministrazione capitolina.

A peggiorare la situazione c’è stato anche lo sciopero generale nazionale di tutti i settori, sia pubblici che privati.

A proclamarlo sono stati Cub, Sgb, Si-Cobas Usi Cit.

Il 25 ottobre Sgb (Sindacato Generale di base) e la Cub (Confederazione Unitaria di base) hanno scioperato per aumentare salari e pensioni, per la riduzione dell’orario a parità di salario, per rilanciare l’occupazione, cancellare il Job Act e garantire lavoro stabile a tutti, cancellare la legge Fornero e andare in pensione con 60 anni di anzianità o 35 di contributi. Lo sciopero è stato proclamato anche per i diritti universali all’istruzione, alla salute e alla casa, ai trasporti per la difesa dell’ambiente e la riconversione ecologica dell’ Economia, per la democrazia e la sicurezza sui luoghi di lavoro, contro i decreti sicurezza, contro il razzismo, il sessismo e l’omofobia, gli attacchi al Welfare.

Dopo che decenni di austerità hanno impoverito lavoratori, pensionati e ceti popolari, che hanno cancellato oltre un milione di posti di lavoro e ridotto diritti politici e sociali! Questo è quanto hanno dichiarato i sindacalisti Roberto Betti e Barbara Battista di Sgb nei volantini e locandine ufficiali dello sciopero.

Lo sciopero è un diritto inalienabile dei lavoratori e dalla libertà del suo esercizio si misura il livello di democrazia di una società.

I disagi maggiori ci sono stati per i trasporti, la scuola e i rifiuti urbani.
Trasporti

Atac si è fermato solo dalle 20.00 a fine turno come dichiarato sul sito ufficiale per permettere la partecipazione alla manifestazione al Campidoglio dalle ore 10.00.

C’è stato però lo stop dei sindacati autonomi nazionali con fasce di garanzia dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 17.00 alle 20.00.La metro C è stata chiusa. Disagi anche per Cotral regionali per treni ed aerei.
Scuola

Altro settore coinvolto è stato quello scolastico con personale docente ed Ata.

L’impatto maggiore ha riguardato i nidi e le scuole dell’infanzia comunali che in molti casi hanno garantito il servizio fino alle ore 13.00 /14.30.Soprattutto il personale della multiservizi ha aderito per il mancato pagamento del salario e i licenziamenti in atto.
Rifiuti

Anche per quanto riguarda i rifiuti sono stati coinvolti i dipendenti dell’Ama,ci sono due fasce di garanzia (5.30-8.30 e 17.30-20.00), l’azienda ha consigliato di tenere i rifiuti in casa per questa giornata.

Videointervista a Roberto Betti e Barbara Battista di Sgb da Piazzale delle Gardenie

Mia Prima Recensione: Marta, un soffio di vita di Daniela Merola

Marta, un soffio di vita
Recensione di Daniela Campoli

Autore: Daniela Merola

Editore: LFA Publisher
Traduzione:
Genere: Romanzo
Pagine: 222
Anno di pubblicazione:Novembre 2018
SINOSSI:
Marta Renzulli è una donna affermata professionalmente, con un matrimonio finito alle spalle.
Ha avuto una giovinezza difficile a causa di incomprensioni e anaffettività genitoriale.
Questo l’ha portata ad essere una donna instabile emotivamente fino ad episodi autolesionistici.
Decide di ritornare nel suo paese molisano d’origine insieme alla sua cavalla Audacia (Monteventoso, nome di fantasia) e di prendersi una pausa dal suo lavoro di giornalista a Milano, ma deve affrontare una grande delusione: i suoi genitori l’hanno esclusa dall’eredità, dal testamento.
Grazie all’affetto dei suoi amici Alfio e Alfia e a un nuovo amore per il veterinario del paese Gaspare Beneficio, riuscirà a resistere all’autodistruzione.
Una sorpresa finale le consentirà di trovare il suo soffio di vita.
RECENSIONE:
Lo definirei un romanzo psicologico della “resilienza”,l’espressione relativa al soffio di vita compare spesso nel romanzo ed indica la felicità vera che alla fine si realizzerà concretamente nella maternità.
Nella sua vita non riesce a concretizzare il desiderio di avere un figlio nel suo matrimonio con Eugenio Belfiore, che la ama a modo suo e anche se la salva dalla sua famiglia di origine, riesce a darle solo una felicità apparente, una vita agiata e di lusso.
La stabilità emotiva la troverà nel nuovo amore per Gaspare Beneficio che saprà comprendere i suoi affanni psicologici e avrà pazienza con lei.
La vita di Marta ruota intorno a questi due uomini che la amano con passione ed erotismo ma in modi diversi.
Eugenio ha un amore egoistico con gusti sessuali particolari, Gaspare riesce a darle oltre alla passione anche comprensione e stabilità psicologica.
Sullo sfondo c’è la questione dell’eredità che i suoi genitori hanno deciso di lasciare a una casa di riposo e la battaglia legale che lei tenterà di fare per l’ingiustizia subita.
Quando ho deciso di acquistare il libro non sapevo che la protagonista era una giornalista (avevo letto solo professionalmente affermata) e mi ha appassionato la sua storia perchè anche io sono una giornalista e come lavoro principale faccio l’insegnante.

Bozza capitoli autobiografia

Scampoli di vita di una giornalista a scuola

Tratto dal blog:
http://daniela1campoli.spazioblog.it/
Sinossi: Daniela Campoli è una donna alla ricerca di se stessa,con una famiglia difficile alle spalle.
In contemporanea agli inizi da supplente,insegue il sogno di diventare giornalista pubblicista.Nel 2012 ottiene il tesserino da pubblicista e nel 2015 dopo 10 anni di precariato risulta idonea a un concorso pubblico di insegnante di scuola dell’infanzia. Ripercorrendo le tappe principali della sua vita,si domanda ancora se può avere qualche possibilità concreta come giornalista o se continuerà ad essere poco più che un hobby, o se riuscirà a trovare un suo equilibrio conciliando il lavoro d’insegnante col giornalismo.
Da circa 10 anni ha un blog “Scampoli di Vita di una giornalista a scuola”in cui ci sono i suoi migliori articoli ed interviste a personaggi più o meno famosi che ha intervistato e hanno significato qualcosa nella sua vita.
Quanto è difficile in Italia per una donna fare carriera come giornalista e conciliare il tutto con una famiglia senza un welfare che ti sostiene e se sei figlio di nessuno?

Introduzione
Cap.1 -L’Infanzia
Cap.2- Alla ricerca dell’adolescenza perduta

Cap.3-Studentessa universitaria ed esordi da aspirante pubblicista

Cap.4 -L’iter da aspirante pubblicista mentre ero insegnante precaria :da sogno realizzato a dura realtà

Cap.5-Migliori interviste a tu per tu ed articoli emblematici

Cap.6 -Gli sbocchi occupazionali della laurea in Scienze dell’educazione

Cap.7-Una “Masterizzata recidiva cronica “ nella Ballata dei precari

Cap.8 -Il diploma magistrale entro 2002 è abilitante

Cap.9-Il duro mestiere di insegnare

-Conclusioni

Citazioni dal film di Muccino “Come te nessuno mai”

L’importanza della Lentezza in una vita troppo veloce. XIII Giornata Mondiale della Lentezza

Viviamo in un’epoca in cui tutto scorre velocemente, (Panta rei come diceva Eraclito) un continuo rincorrere il tempo fino a diventarne schiavi. Eppure il cervello che regola i nostri comportamenti ci è stato donato proprio come una macchina lenta, che ha bisogno dei suoi tempi e di una sequenza nella sua azione. Noi invece facciamo il contrario, e viviamo nell’incubo della lentezza che associamo alla perdita di tempo.

Ridurre la velocità. Non solo quella dell’auto quando proviamo a sfrecciare nel traffico, ma in generale il ritmo frenetico l’ossessione di non avere abbastanza tempo. Diminuire la velocità, per riscoprire la funzionalità della lentezza che non va confusa con l’incertezza, ma semmai con uno sforzo per capire meglio le situazioni prima di prendere decisioni.

In un libro (Elogio della lentezza, edizioni Il Mulino), il professore Lamberto Maffei, presidente dell’Accademia dei Lincei ed ex direttore dell’Istituto di Neuroscienza del Cnr ci guida nell’esplorazione dei meccanismi cerebrali che inducono all’eccessiva velocità e ci rappresenta, con una dose di nostalgico pessimismo, i vantaggi del pensiero lento, di un pensiero che assecondi i tempi naturali della macchina, il cervello appunto. «Il desiderio di emulare le macchine rapide create da noi stessi, a differenza del cervello che invece è una macchina lenta, diventa fonte di angoscia e di frustrazione» scrive Maffei. E aggiunge: «La netta prevalenza del pensiero rapido, a partire da quello che esprimiamo attraverso l’uso degli strumenti digitali, può comportare soluzioni sbagliate, danni all’educazione e perfino al vivere civile».

Dunque la riscoperta delle lentezza, seguendo il ragionamento di Maffei, potrebbe essere un’ottima terapia contro gli effetti dello stress digitale, dove tutto viene comunicato in tempi record attraverso social network, whatss app, mail, sms. È come se una macchina naturale, il cervello, riuscisse a fare da argine alle macchine artificiali, quelle che gonfiano la potenza del web. E considerando magari che soltanto nell’ultima settimana, per stare dietro al pressante uso di questi strumenti, abbiamo perso due ore di sonno forse è utile ricordarci che l’uomo non è programmato per essere troppo veloce.

La lentezza negli ultimi anni ha sollecitato anche dibattiti e incontri. Esiste la “Giornata mondiale della lentezza”,la I edizione ci fu nel 2007, il 6 maggio 2019 ,è prevista la XIII edizione ed è molto attiva in Italia l’associazione “Vivere con lentezza” (www.vivereconlentezza.it) che promuove questo stile di vita in contrapposizione con i ritmi frenetici del nostro vivere quotidiano. E’ stata creata da Bruno Contigiani, un personaggio singolare sia per formazione sia per la storia professionale: ha studiato alla Bocconi considerata uno dei templi della velocità in versione accademica, capo ufficio stampa di ibm Italia e di Telecom, stressato manager di una multinazionale, nel 1999 ha deciso di dedicarsi alla sua nuova missione. Diffondere il piacere, il senso della lentezza. Tra le cose di cui parla l’associazione c’è un vademecum che può essere utile nel tentativo di affrontare, con piccoli gesti, la battaglia di Davide ( che metaforicamente è la velocità) contro Golia. Per esempio: se fate la fila, in un negozio davanti a uno sportello di banca, in un locale pubblico, non cedete alla tentazione di rabbiosa insofferenza, e approfittatene magari per fare una nuova conoscenza, per fare due chiacchiere o ascoltare una storia. Non riempite l’agenda di impegni ed evitate di fare più cose contemporaneamente o di dire a voi stessi e agli altri che non avete tempo.

Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza è una storia scritta da Luis Sepulveda .

La lentezza è il fulcro di questa “favola moderna” degna delle penna dell’autore che proprio in occasione della giornata dedicata al sapere vivere con lentezza mi è sembrato giusto ricordare. L’essere lenti che non significa “conformarsi” ma, proprio come fa la lumaca protagonista del libro, prendersi il giusto tempo per porsi delle domande e anche trovare il tempo di viaggiare per trovare le proprie personali risposte.

Una storia che si può leggere a qualsiasi età per comprendere il valore del tempo, della memoria ma anche del coraggio e della libertà.

Infine una considerazione sulla donna, il suo diritto alla maternità ai propri spazi e alla dura ripresa lavorativa in una società dove c’è assenza di Welfare, dove gli asili nido sono insufficienti e dove spesso le attività innovative come i coworking con spazio baby non vengono valorizzate o sostenute adeguatamente( un esempio ne è l’Alveare a Roma nel V Municipio che ha recentemente chiuso lo scorso 30 marzo).

www.vivereconlentezza.it

Questione telecamere nelle scuole dell’infanzia

Mettere le telecamere nelle scuole per tutelare i bambini e le maestre può essere utile?
Una maestra con problemi psichici può essere “guarita”con la prova delle telecamere?
Il disagio in questo modo magari non si elimina.Ci vogliono controlli psicologici continui,figure psicologiche in ogni struttura.