Rubrica Silenzi nel gruppo facebook TraLeRighe a cura di Maria Luciani:la scrittura come strumento per sconfiggere il bullismo e il Mutismo selettivo

Rubrica Silenzi a cura di Maria Luciani nel Gruppo TraLeRighe . La scrittura come stumento per sconfiggere il bullismo e il Mutismo selettivo.

Domani sarà ospite della Rubrica Silvestra Sorbera giornalista pubblicista freelance.
La rubrica è solitamente ogni sabato alle ore 19.00,ma sarà anticipata eccezionalmente a domani perchè sabato Maria Luciani parteciperà alla Fiera “Sulle Note del Tuo Libro” con il libro “L’Altra Faccia del bullo”.

Ogni sabato da qualche mese a questa parte è ospite chi ha scritto libri inerenti “Il Bullismo” o sul “Mutismo Selettivo.

Intervista esclusiva a Emilio Brancadoro organizzatore di Sulle Note del tuo libro fiera per scrittori emergenti a Roma l’8 giugno presso la Biblioteca Laurentina dalle ore 10.30

Emilio Brancadoro è l’organizzatore della fiera “Sulle Note del tuo libro” manifestazione che si terrà a Roma presso il Centro Culturale Elsa Morante sabato prossimo. Prima di essere uno scrittore è un professionista che si occupa di gestione di patrimoni edilizi, un mondo molto lontano dall’editoria.

Dopo aver scritto e pubblicato dieci romanzi e consegnato l’undicesimo ad un editore, ha maturato la consapevolezza di aver scritto troppo e di essersi dedicato troppo poco alla promozione di se stesso.

Così ragionando su quanto di giusto o sbagliato ci fosse intorno a questo pensiero è arrivato alla conclusione che un autore non deve ritenersi soddisfatto con la parola fine posta al termine di un suo romanzo, ma diversamente deve essere consapevole che la scrittura di un libro (intesa come preparazione, pubblicazione e promozione) inizia esattamente dopo la stampa dello stesso. Così cercando di avere una visione di insieme ha creato il gruppo facebook TraLeRighe e nel farlo ha pensato a quale dovesse essere l’intero percorso per differenziarlo dai tanti già presenti nei social.

Così nascono le rubriche sul Gruppo ed il Premio letterario Emozioni. E’ un percorso in forte evoluzione, che porta alla realizzazione della 1° edizione del Salotto letterario Sulle note del tuo libro, all’Auditorium Parco della musica di Roma e poi alla partecipazione alle Fiere nazionali. Il programma pensato per il gruppo letterario TraLeRighe è ancora ricco e tanto per non dimenticare le varie iniziative nel finire del 2018 ha anche aperto il primo Bistrot letterario di un gruppo Facebook. Tutto questo grazie all’Associazione Eterna che attraverso il suo staff, i suoi uffici di Roma e la sua RadioGoodJob!

Dopo questa presentazione ecco alcune domande che abbiamo posto ad Emilio Brancadoro.

-Quali sono le novità di quest’anno rispetto al precedente?

Le novità rispetto alla prima edizione sono notevoli, innanzitutto l’organizzazione, è stata affidata ad una segreteria esterna e più vicina al settore letterario emergente nella persona di Silvana Carolla. Per questa nuova edizione ho pensato di inserire gli autori in un contesto differente, predisponendo degli stand e posizionandoli nel Parco della location in modo da creare una vetrina utile agli autori per farsi vedere e per dialogare tra loro.

Tra le novità, ho inserito un agente letterario, la Dott.ssa Michela Tanfoglio e strutturato l’evento intorno alla sua figura. E poi ci sono i Blogger, altra novità in quanto attraverso loro si conferma l’importanza del nostro messaggio che è appunto quello di aiutare gli autori a migliorare la loro visibilità.

-In sintesi che possibilità offrite agli scrittori emergenti di tutta Italia con questa manifestazione?

Tutto l’evento è strutturato intorno a diversi appuntamenti che vanno dalle interviste ai convegni nella sala istituzionale.

Ci sono le presentazioni e le letture da parte dei ragazzi di una scuola di recitazione e teatro, c’è la scuola di musica con i loro ragazzi che accompagna l’evento. La partecipazione a Sulle note del tuo libro avviene attraverso due tipi di iscrizioni: base da 50€ e top da 80€. Ovviamente la Top consente di partecipare a tutte le iniziative.

-Questo evento è legato anche a dei premi letterari.Cosa puoi dirci in merito?

I vincitori della 1° edizione del Premio letterario nazionale Emozioni hanno avuto una piacevole evoluzione nella loro attività letteraria, chi in un modo e chi in un altro sono cresciuti ed hanno presentato i loro Libri in altri eventi.

Sicuramente anche la vetrina offerta del Salotto letterario Sulle note del tuo libro ha avuto il suo peso nella loro crescita e nel loro successo.

Tra gli autori emergenti che parteciperanno ne citiamo alcuni come: Daniela Merola, Maria Luciani, Barbara Maggio,Cinzia Fiore Ricci.

Fiera degli scrittori emergenti

Intervista a Dora Romano,ovvero la maestra Oliviero dell’Amica Geniale premiata al Diversity Media Awards 2019 come migliore serie dell’anno

Foto Dora Romano
Andiamo a porre alcune domande a un’attrice con una lunga gavetta alle spalle:Dora Romano,nata e cresciuta in una provincia del sud a Castellamare di Stabia.

– Quando è iniziata la tua passione per il teatro/cinema?Hai studiato con il grande Gassmann e hai iniziato a lavorare con il noto Eduardo De Filippo.Che ricordi conservi di quel periodo?

Credo che la mia passione per lo spettacolo sia nata con me. Mi piace sempre ricordare che, quando ero ancora piccolissima, 6 anni forse, cantavo al vicolo con le gambe penzoloni dalla ringhiera del balcone…era una specie di bisogno che sentivo.

Della scuola teatrale “La Bottega di Firenze” ricordo lo stupore quotidiano di trovarmi di fronte a un mostro sacro come Gassman, e la grande sete di imparare , non solo da lui, ma dagli altri maestri che lo affiancavano. Con Eduardo fui chiamata a lavorare da Luca, suo figlio, che stava prendendo la sua eredità teatrale e aveva appena creato la sua propria compagnia. Ricordo molto bene le prove a tavolino con Eduardo , in cui lui recitava tutta la commedia, tutti i personaggi, canticchiava persino le musiche…era già molto anziano e quasi cieco e questa cosa mi incantava…dopo aver finito lui diceva semplicemente: “ecco qua…ora tocca a voi”.

-Sei nota nel cinema per la tua interpretazione in “Profumo -Storia di un assassino” nel ruolo di Madame Baldini moglie di Dustin Hoffman e a teatro in “Sister Act” in cui sei la coprotagonista rivestendo il ruolo della Madre Superiora.Parlaci brevemente sia di questa esperienza cinematografica che di quella teatrale.

-Nel film,”Profumo -Storia di un assassino” fui scelta fra 500 attrici provenienti da tutta Europa, dopo un semplice provino su parte. Dopo una decina di giorni fui convocata a Londra perché il regista voleva incontrarmi…mi ritrovai faccia a faccia con Dustin Hoffman e non me l’aspettavo proprio…lui fu estremamente simpatico e accogliente e io lo prendo sempre ad esempio di come essere grandi attori non significa essere distanti e scostanti…lui sul set era sempre sorridente scherzoso e disponibile. Anche per ciò che riguarda “Sister Act” fui scelta fra centinaia di attrici che aspiravano al ruolo. Feci tre audizioni. Solo in seguito seppi che mi avevano scelta già dalla prima. E’ stata un’esperienza artistica e umana fra le più belle della mia vita artistica…ancora oggi, dopo otto anni, abbiamo una chat di whatsapp con la quale comunichiamo

Il successo sul piccolo schermo è arrivato nel dicembre 2018 con l’interpretazione della maestra Oliviero nella serie tv “L’Amica Geniale” di Costanzo ispirata al romanzo di Elena Ferrante.Parlacene

Per quanto riguarda “L’Amica Geniale” ho vissuto un’esperienza davvero appagante. Lavorare su quel set ha significato essere totalmente coinvolta in un ambiente denso di persone di valore, professionisti giganteschi ma umili. A dirla tutta, mi sembrava di essere su un set americano,o inglese…perché l’attenzione di tutti i reparti era massima e distribuita ad ognuno con la stessa densità, dai protagonisti alle comparse…eravamo tutti concentrati al massimo e pronti in qualunque momento.

Come ti sei trovata ad interpretare un ruolo guida così centrale nella vita prima delle due bambine protagoniste e poi delle due adolescenti Lila e Lenù ?Essendo anche tu nata negli anni Cinquanta ti sei un pò “ritrovata” in quella descrizione di Napoli post bellica del rione?

La Maestra Oliviero è una donna d’altri tempi, e in effetti….personalmente non mi capita da tanto tempo di incontrare donne così.Fanno parte di un passato che sembra distante anni luce e invece stiamo parlando di pochi anni fa, in fondo. La maestra Oliviero è innanzitutto una donna consapevole della propria missione e della responsabilità di trasmettere il sapere alle nuove generazioni , perché, appena finita la guerra non si poteva perdere tempo, bisognava ricostruire in fretta sulle rovine lasciate dalle bombe e dalla morte. La Oliviero era consapevole di avere a disposizione poco tempo, solo cinque anni, per forgiare le menti che avrebbero avuto il compito gravoso della ricostruzione, fisica e psicologica, di un intero popolo. Ho rivisto nella maestra Oliviero almeno tre delle mie insegnanti , dalla mia maestra elementare alla professoressa del ginnasio…erano donne molto severe e autoritarie…è stato come tuffarmi nel passato…non sono stati anni felici per me e quindi ho cercato di dare alla maestra Oliviero quello che allora mi mancò nelle mie insegnanti e cioè una maggiore dolcezza, ascolto e rispetto delle differenze.

Che differenze riscontri tra l’insegnamento negli anni Cinquanta, quando ancora la maestra poteva avere un ruolo di guida e nell’era postmoderna in cui insegnare è diventato sempre più difficile,quasi una sfida.

A proposito di questo le dirò che e’ successa una cosa curiosa durante il party successivo alla proiezione a Venezia…c’erano tantissimi invitati e ho ricevuto una quantità enorme di complimenti, ma ciò che mi è rimasto impresso è che molti di loro del pubblico affermavano che oggi ci sarebbe tanto bisogno di una come la Maestra Oliviero…lascio a lei rispondere al perché si senta questa esigenza. Per ciò che ne posso sapere le dico che da quello che vedo, e tenendo ben presente che non ho figli, l’educazione, e di conseguenza i metodi di insegnamento hanno dovuto compiere dei salti giganteschi in molteplici direzioni. Questa molteplicità ha provocato confusione, insicurezza e molto stress nel corpo insegnante, che ha dovuto usare molte delle proprie energie per imparare in prima persona nuove tecnologie, nuovi moduli di comunicazione, mentre i giovani studenti sembrano avere in sé, dalla nascita, la padronanza di tutto questo e una consapevolezza di sè molto maggiore di allora. Non era facile ai miei tempi insegnare e non lo è affatto anche oggigiorno,ma non si può accusare nessuno per questo.

-Hai partecipato nel 2018 anche al film “La mia pelle” di A.Cremonini sul caso Cucchi.Che ruolo avevi?

Nel film “La mia pelle” ho ricoperto il ruolo di uno dei medici che hanno tenuto Stefano Cucchi sotto osservazione durante la sua ultima settimana di vita. E’ stata la dottoressa che ha cercato di aiutarlo come ha potuto, non senza qualche superficialità, come purtroppo sappiamo. E’ un ruolo davvero breve ma ho accettato di partecipare al film sentendo il preciso dovere morale e sociale di farlo.

-Recentemente hai partecipato nel film ” Un ‘Avventura” di Marco Danieli,con Laura Chiatti e Michele Riondino, uscito lo scorso 14 febbraio al cinema dove hai interpretato la parte di Luisa.Che ruolo ha tale personaggio?

Per quanto riguarda il film “Un’avventura” è stata un’esperienza molto divertente, dal punto di vista attoriale: ho dovuto recitare il dialetto pugliese, e lavorare con i dialetti per me è sempre estremamente divertente. Il ruolo è quello della mamma del protagonista (Michele Riondino), una donna semplice, di paese, che a un certo punto però si trova a dover affrontare il tradimento del suo attempato marito e a mettere in discussione il suo ruolo di moglie e madre.

-Nel 2015 hai lavorato con Ascanio Celestini nel film “Viva La Sposa” dove hai interpretato la parte di La madre di Sasà.Parlacene meglio.

Con Ascanio Celestini avevo fatto un provino mesi addietro all’inizio delle riprese e non ci pensavo più,pensando che non fosse andato bene. Invece mi ha chiamato per questo breve ma intenso ruolo , sempre di madre, una donna sofferente che odiava il marito e si è trovata a generare due figli problematici. Una storia dell’ estrema periferia romana, come ce ne sono tante.

-Che progetti hai per il futuro?

Per il futuro ho in progetto di partecipare ancora al seguito dell’”Amica Geniale”, sempre nel ruolo della maestra Oliviero…ma sarà una presenza estremamente breve. Ho appena finito di girare una fiction Rai Uno , “Le Avventure di Imma” anche questa girata in dialetto materano, ma non ho idea di quando andrà in onda. Intanto ,se va tutto bene, riprenderò il musical Mary Poppins , nel ruolo della vecchietta dei piccioni… a presto!

Ci sarebbero molti accadimenti da raccontare sulla scuola italiana…

Questo blog nasce anche dal fatto che quel che succede nelle scuole ormai è all’ordine del giorno.
Non funziona più nulla, dalla carenza dei supplenti sia nelle scuole dell’infanzia comunali che in quelle statali.Possibile che non ci siano più supplenti e che i neolaureati in Scienze della Formazione Primaria non siano interessati a iniziare a lavorare?O è la solita politica di tagli a sanità e istruzione?
Solo per fare un esempio tutti i municipi di Roma hanno recentemente fatto dei bandi di M.A.D (Messa a disposizione se siete interessati leggetevi il bando e fate domanda) per la carenza ormai cronica di personale nella scuola dell’infanzia comunale, ma sembrerebbe che la situazione è molto diversificata da un municipio all’altro.
Ma questo è solo uno dei tanti problemi.Più in generale ci sono insegnanti che vengono sanzionati e sospesi per motivi assurdi.Genitori che fanno violenza su insegnanti,alunni che fanno violenza su insegnanti e quest’ultimi che fanno violenza sugli alunni, disegno di legge sulle telecamere nelle scuole per tutelare i minori.

Intervista a Maria Luciani autrice del libro “Ti racconto le mie storie”


Racconti di un disturbo di ansia infantile ancora poco conosciuto in Italia.

Andiamo a conoscere la storia di una ragazza che ci racconterà la sua esperienza legata a un disturbo infantile poco noto:il mutismo selettivo. Maria Luciani è nata a Roma nel 1997.Ha frequentato un istituto professionale di moda come scuola superiore, anche se poi si è accorta che non faceva per lei.

E’ stata dura scegliere la scuola superiore perchè non sapeva cosa fare. Non si sentiva portata per niente.

– A 6 anni come hai scoperto di essere affetta da mutismo selettivo, un disturbo di ansia poco conosciuto?

A casa parlavo tranquillamente perchè è un ambiente in cui mi sentivo sicura e a mio agio, mentre non era così in altri contesti sociali. Sono uscita dal silenzio tre anni fa. Se ne può uscire a qualunque età, magari crescendo sarà più difficile soprattutto riuscire a relazionarsi con gli altri, ma mai impossibile.

Richiede tempo e pazienza. Siamo molto sensibili, anche troppo direi. E se non salutiamo o non rivolgiamo parola, non lo facciamo perchè siamo maleducati o cattivi come ci descrivono tutti, ma perchè non riusciamo, abbiamo la voce completamente congelata. E’ come avere un forte nodo che ti stringe la gola. Ho scoperto di avere il mutismo perchè a scuola non parlavo con nessuno. E allora i miei genitori hanno cercato un centro di diagnosi per scoprire di cosa si trattava.

Fin dal primo giorno di scuola elementare non emettevo fiato. Non parlavo neanche in altri ambienti come in piscina, al bar, al supermercato. Fuori casa ero totalmente chiusa. Il fatto che mi etichetassero come quella ”muta” mi ha sempre dato fastidio perchè io non mi sentivo così, sapevo che era l’ansia che bloccava la voce. Sapevo che la vera me era nascosta dentro. Dentro ero un vulcano di pensieri ed emozioni. Pensieri che a parole non riuscivo a dire, ma che riuscivo ad esprimere benissimo attraverso la scrittura.

– Tra le tue passioni scrivere è quella fondamentale che ti ha portato a descrivere il tuo vissuto, le tue emozioni e riflessioni attraverso il libro autobiografico “Ti racconto le mie storie”, parlacene brevemente. Ho sempre scritto. Anche le interrogazioni a scuola, vista la mia impossibilità a comunicare verbalmente, le facevo scritte. Ho scritto un piccolo libro a proposito di tutto questo, si intitola ”Ti racconto le mie storie”. L’ho scritto in un periodo in cui andavo ancora a scuola.

Sono dei piccoli racconti brevi, alcuni reali, altri un pò inventati, ma che descrivono esattamente i miei sentimenti provati in quel momento. Erano sentimenti di rabbia, di tristezza, angoscia e di frustrazione. L’impossibilità ad interagire con i miei coetanei soprattutto in adolescenza dove farmi degli amici diventava per me una necessità, mi hanno portato negli ultimi due anni di scuola ad un crollo emotivo. Mi sentivo diversa, fuori posto, esclusa.

Tutte sensazioni che un normale adolescente vivrebbe, ma più amplificate per via del disturbo. Mentre fuori mi sbloccavo, a scuola ero ancora quasi del tutto chiusa. Ero arrabbiata con i miei coetanei, con gli adulti e con me stessa in particolare. Perchè pretendevo tanto da me stessa e non accettavo più questa mia condizione. Il fatto di ritrovarmi ancora così a 17 anni, mi mandava su tutte le furie.

– Quali altre passioni coltivi?

Oltre la scrittura, ho altre passioni che sono lo spagnolo che adoro.L’ho studiato alle scuole medie e l’ho amato fin da subito. La considero la mia seconda lingua. Di solito tutti amano più l’inglese, io invece mi distinguo anche per questo. Con l’inglese sono negata. Amo viaggiare, in aereo soprattutto che è il mio mezzo di trasporto preferito, ma anche in macchina, in treno o sulla nave, mi piace guardare fuori dal finestrino e perdermi fra i miei pensieri. Adoro i viaggi, ma non quelli corti, quelli lunghi. Sono stata in Sardegna più di una volta e l’ultimo viaggio che ho fatto anni fa ormai, è stato in Argentina. Preferisco l’inverno e il freddo perciò amo la montagna. Mi fa pensare ad un posto tranquillo. Adatto a me insomma. Amo andare al cinema e al teatro per vedere musical soprattutto. Mi piace il palcoscenico e pensare a cosa fanno gli attori prima di esibirsi in scena dietro le quinte. Il backstage è ciò che mi affascina di più. E poi mi piace passeggiare per le vie della mia città. Abito a Roma che è davvero magica. Sono fiera di essere nata in una città così meravigliosa. Non la cambierei con nessuna.

– Il tuo sogno è quello di diventare una sceneggiatrice di film, che genere di film ti piacciono e che sceneggiatura ti piacerebbe scrivere?

Mi piacerebbe anche poter scrivere storie di film. Mi piacciono i film romantici, anche film basati su storie vere. Mi piacerebbe scrivere film di questo genere, magari con qualche storia d’amore.

-Come hai conosciuto Aimuse (Associazione italiana mutismo selettivo) e in che modo ti ha aiutato a uscire dal mutismo selettivo?

Mia madre è stata una delle fondatrici di Aimuse, una pioniera.E’ stata anche referente per il Lazio all’inizio.

Si è unita con altre mamme con figli che avevano lo stesso mio problema ed è nata l’associazione. Era il 2009 io facevo la seconda media. Ho fatto anche la “vacanzina terapeutica”,un’esperienza residenziale rivolta ai minori e alle loro famiglie con mutismo selettivo. Essendo uscita da quest’ultimo vado lì e sono un pò un esempio per chi deve uscirne.Oltrettutto fa bene anche a me, i terapeuti che ci seguono sono tutti competenti. Fare questo tipo di soggiorno mi aiuta a relazionarmi meglio con gli altri visto che spesso ho dei blocchi. L’estate scorsa siamo stati ad Armeno sul Lago D’Orta, in provincia di Novara e a gennaio di quest’anno a Milano.Quando sono lì mi sento parte di un gruppo e davvero a casa, mi sento veramente me stessa senza essere giudicata.

Roma Flowers Park e Tulipark : due realtà capitoline a confronto

Un parco pieno di tulipani può far tornare in mente l’infanzia e il cartone animato anni ’80 “Lulù l’angelo tra i fiori”, con la sigla italiana cantata dai Rocking Horse, il Fiore dei sette colori e le avventure della protagonista tra vari Paesi (compresa l’Olanda) per trovarlo.

Cogliere emozioni, in fondo, può essere anche questo: farci tornare indietro nel tempo.

Dal 23 marzo fino al 5 maggio, in Via Castel di Leva 358, in zona Divino Amore, è possibile ammirare i tulipani in fiore della prima edizione del Roma Flowers Park, un parco di oltre 22mila metri quadrati che richiama il Keukenhof, una delle principali attrazioni dei Paesi Bassi (considerato il più grande parco di fiori a bulbo del mondo), presso il quale sono stati piantati più di un milione di bulbi di tulipani olandesi, ben 79 varietà di questi fiori.

La struttura di Roma Flowers Park
Nel parco è presente una sezione con stand espositivi, presso i quali è possibile ammirare ed eventualmente acquistare prodotti tipici di Amatrice e della Ciociaria. Ci sono due vaste aree ristoro e pic-nic dove si possono degustare i prodotti tipici della tradizione laziale (come le note ciambelle di pane all’anice della provincia di Frosinone) facendo una sosta all’ombra di un uliveto o un vigneto.

È disponibile anche un’area giochi per bambini ed una didattica per avvicinare i più piccoli alla stagionalità dei fiori.

Qui possono imparare quali sono i periodi migliori per piantarli e le cure di cui hanno bisogno per crescere al meglio, e al contempo possono divertirsi a piantare i bulbi che poi porteranno a casa in un vasetto, souvenir floreale della giornata. Il parco è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, mentre sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:00. Il biglietto è acquistabile online al costo di 5 euro o alla cassa al prezzo di 6 euro, mentre per i bambini al di sotto dei 6 anni è gratis.

Un’ottima location per una scampagnata o per una gita primaverile fuori porta.

Tra le regole da rispettare c’è il divieto di calpestare le aiuole, di raccogliere fiori nelle aree protette della mostra, e a tale scopo è stata allestita la zona “Pick your flowers”. Non bisogna disperdere i rifiuti al fine di mantenere pulito il parco, sono ammessi i cani al guinzaglio e con museruola, e naturalmente i padroni devono provvedere a munirsi degli apposti sacchetti per raccogliere le deiezioni.

Non servono attrezzi per raccogliere i tulipani: si possono estrarre semplicemente con le mani, tirandoli dal terreno e portandoli a casa, seguendo i consigli degli addetti. Per coloro che giungono in zona in auto, è presente un’ampia area parcheggio.

Chi è interessato può anche prendere parte ad un contest fotografico: è necessario scattare una foto e postarla sui social con l’hashtag #RFP2019. Tutti i visitatori che mostrano l’immagine al “Pick your flowers” possono raccogliere il primo tulipano gratis, mentre il costo dei fiori successivi è di € 1,50 cadauno.

Roma Flowers Park sarà aperto fino a domenica 5 maggio.

Le differenze tra Tulipark e Roma Flowers Park
La seconda edizione del Tulipark si è conclusa il 22 aprile dopo quella dello scorso anno a Prima Porta. È stata inaugurata il 21 marzo in via dei Gordiani 73 in zona Villa De Sanctis al V Municipio. La differenza rispetto a Roma Flowers Park è data dalla presenza di 91 varietà di tulipani in 26mila metri quadrati di colori e profumi. Inoltre era stato realizzato anche un mulino a vento ed uno zoccolo olandese gigante (maxi klompen) dove scattare selfie e foto ricordo, e c’erano anche un furgone Wolkswagen vintage e altre attrazioni da immortalare. L’evento è stato arricchito da balli folkloristici a cura della Rome International Dance Academy, esibizioni da circo contemporaneo direttamente dalla Scuola Romana di Circo, spettacolari esibizioni di danza contemporanea gestite dalla Entertainment Artist Company di Claudio e Paolo Ladisa.

Per concludere, all’area ristoro TulipCafè si poteva scegliere tra frikandellen, salamelle impanate a forma di vera e propria salsiccia, saporito formaggio Gouda, bahmi impanati e bitterballen, tipiche polpette olandesi.

CURIOSITÀ

Intervista ad Andrea Martire autore della Guida Verace di Centocelle

Secondo Badi la piattaforma leader per l’affitto di stanze, Centocelle è uno dei quartieri più cool della capitale che si sta lasciando alle spalle la nomina di quartiere “degradato”, anche grazie all’apertura di bistrot e locali di tendenza.

Lo rivela anche un articolo del giornalista Paolo Baroni uscito di recente su La Stampa il 21 marzo scorso in cui Centocelle viene paragonata ad alcuni quartieri di Londra come Jaurès, Tooting o Shepherd’s Bush.

Alcune domande all’autore del libro: Andrea Martire

– Cosa ne pensi dei paragoni sopracitati tra Centocelle e alcuni quartieri londinesi? Sono veritieri secondo il tuo punto di vista?

La Guida Verace di Centocelle nasce per un atto di giustizia e di orgoglio. Ho trascorso 35 dei miei 45 anni qui, ci sono nato, ci ho fatto tutte le scuole, mi sono formato. Qui è dove crescerà mia figlia. Non potevo più sopportare che il mio quartiere venisse considerato pericoloso, malfamato, non degno di essere conosciuto.

Ho voluto restituire qualcosa alle strade che mi hanno accolto, alle vie che mi hanno fatto crescere, alla mia gente. Era un po’ che ci pensavo poi trovai un annuncio: “Guida Verace (all’epoca esisteva solo quella di Piazza Bologna) cerca autori”. Mi candidai, mi presero. La Guida è nata così, come volume di una collana un po’ particolare, un focus sui quartieri, una descrizione scritta da chi il quartiere lo vive e lo conosce davvero.

Badi ha ragione.

Oggi il quartiere è davvero vivibile con qualità. Quello che è successo è un percorso sociologico, il quartiere si è “aperto”. E’ venuta la metro C, c’è stato ricambio generazionale, sono affluite tante persone da fuori e parecchi studenti (siamo equidistanti tra due università), ci sono botteghe storiche e centri commerciali, siamo vicini alle autostrade, i prezzi degli affitti non sono così drammatici come da altre parti. Centocelle è diventato un polo d’attrazione, una sorta di distretto.

Ora, e chi avrebbe potuto prevederlo trent’anni fa?, quando si esce si viene a Centocelle. Io da studente ero costretto ad andare a San Lorenzo perché da noi non c’era niente. Un territorio desolato che ora è sbocciato, con tutta la sua umanità e con la voglia di raccontarsi di una zitella troppo a lungo non tenuta in considerazione. Rivincita? Forse. Di sicuro rinascita. Oggi il quartiere va veloce, corre. Ma non lascia indietro nessuno. Ci sono tanti stranieri, nomadi, ma conviviamo pacificamente, sono presenti anche moltissimi bambini (e non sufficienti aree verdi), ci sono locali strepitosi. Quando vengono i locali portano sviluppo, posti di lavoro, fanno crescere le strade e le piazze. Non conosco così bene i quartieri menzionati ma credo che il filo conduttore possa essere quello dello sviluppo inatteso, della riqualificazione endogena, un processo quasi spontaneo che ha sorpreso tutti.

Per un apericena che locale ci consiglieresti?

Per un apericena c’è da scegliere, Prima o poi bisogna provarli tutti, Core Bistrot in stile newyorkese ma suggerisco anche Mirto, Shah Mat, L’Ombralonga, Beer Style. Ma vanno provati tutti, qui non ci sono locali seriali, ognuno è “verace” a modo suo. Come ristoranti da non perdere Mabe e Cento Gourmet, locali che potrebbero essere premiati con qualche pregiata stella. Le Quattro monete è un altro indirizzo buono, fa solo pesce. Come pizzerie bisogna andare da Buone Maniere e da 180g, oltre che ‘Nduja2. Per le trattorie romanesche suggerisco Osteria Bonelli. La Pecora Elettrica è invece luogo da frequentare a tutte le ore, libreria – bistrot di grande gusto dichiaratamente antifascista andato in fiamme la notte del 25 aprile scorso, verso cui il quartiere, mosso dalla solidarietà si è già attivato con una raccolta fondi a sostegno della ricostruzione del locale.

-Il tuo libro in quante parti si divide?

Il mio libro è una Guida ed ha il filo conduttore e l’anima da guida. Quindi ci sono cenni storici, ben 3 itinerari da seguire come turista (ed è quello che sto proponendo con la mia associazione culturale, “CentRocelle”) di cui uno sul cinema, una sezione riservata ai ristoranti, una ai bar, una ai locali (pre e dopo cena). Non poteva mancare un cenno alle utilità (lavanderie, farmacie), una piccola mappa e i trasporti. E due pagine per i personaggi illustri partoriti dal quartiere, come Baglioni, Zarrillo, Castellitto per citarne alcuni.

-Conosci il libro di Pancrazio Anfuso Centocelle Storie e luoghi dalla A alla Z uscito nel 2018 ?

Ho letto il libro di Anfuso, ma il mio è del 2017 quindi precedente. E’ bene che si parli e si continui a parlare del quartiere.
Libri

Introduzione

Sono nata sotto il segno dell’ariete 39 anni fa, fin dall’adolescenza mi distinsi per il mio spirito eclettico, orientata verso studi umanistici e dopo studi liceali socio-psico-pedagogici, intrapresi la carriera universitaria.

Inizialmente il mio interesse era nel mondo del giornalismo, infatti nel 1998 tentai di iscrivermi a Scienze della Comunicazione (allora era una facoltà a numero chiuso) e al diploma universitario in Giornalismo (presente solo alla Lumsa e abolito quell’anno accademico).

Alla fine nel 1999 mi iscrissi a Lettere e Filosofia, ma presto mi resi conto che non era necessariamente Lettere la Facoltà giusta per il giornalismo, perchè tale strada potevo intraprenderla con qualsiasi altra laurea ; mi orientai quindi verso la diretta prosecuzione degli studi superiori, trasferendomi a Scienze dell’Educazione. Tra un esame e l’altro lavoravo anche il week-end come Hostess pubblicitaria .Gli esami scorrevano tranquilli e soddisfacenti, nel 2001 partecipai per gioco a Miss Agriturismo venendo a conoscere l’ideatore della manifestazione. Costui era un fotoreporter che mi introdusse nei duri ambienti del giornalismo locale.

Da lì iniziai a pubblicare articoli su un mensile della zona, ma dopo poco più un anno il giornale chiuse i battenti per mancanza di finanziamenti. Quindi mi ritrovai punto e a capo. Tentò di proseguire cercando altri giornali (Il Quotidiano della Sera) stavolta a Roma ma con molte difficoltà,dovute anche all’inizio del Tirocinio pre-laurea in una comunità per minori e all’impegno per la tesi.

A dicembre del 2003, a tre mesi dalla tesi intrapresi l’esperienza del servizio civile volontario presso un’ associazione Onlus per la protezione civile:il Centro Alfredino Rampi Onlus.

A Marzo del 2004 mi laureai presso “Università Roma Tre” con una tesi in bioetica dal titolo “L’educazione all’affettività nelle strutture scolastiche ed extrascolastiche”.

Nell’autunno dello stesso anno mi iscrissi a un corso di qualifica regionale post-laurea dell’Irre del Lazio: “Tutor nel sistema rinnovato istruzione-formazione” presso A.N.C.E.I. di Roma.

A dicembre del 2004 conclusi l’esperienza del servizio civile volontario .

A febbraio 2005 iniziai a fare supplenze nella scuola elementare statale,mentre a maggio dello stesso anno, iniziai a fare supplenze nella scuola dell’infanzia comunale.

In quel periodo feci un corso regionale post-laurea addetto ufficio stampa come operatore socio-culturale presso Iri Management.

Dal 2006 a oggi ho continuato a fare l’insegnante soprattutto nella scuola dell’infanzia cercando di conciliare tra mille ostacoli passioni e lavoro in un filo conduttore .Nel mio blog “Scampoli di vita di una giornalista a scuola”ci sono articoli su svariati argomenti in particolare sulla scuola e il precariato cavallo di battaglia da sempre.
Ha collaborato a titolo gratuito per un quotidiano,diversi mensili, periodici telematici e un portale di psico-pedagogia con la prospettiva di farsi conoscere come addetto ufficio stampa e pubblicista freelance.
Nell’aprile del 2009 ho collaborato facendo comparse in alcuni episodi del film indipendente sul precariato “La Ballata dei precari”di Silvia Lombardo,Corrado Ceron,Giordano Cioccolini, (sceneggiatura Tiziana Capocaccia)è uscito a dicembre 2011 l’omonimo libro tratto dal film …
ho esordito in un cameo di pochi secondi nell’episodio “Masterizzati”interpretando me stessa dopo la laurea…Non le varrà un Oscar nè un Leone d’argento, ma un’esperienza quella sì…L’oversharing è uno dei mei tratti distintivi, vuoi perchè ho la capacità di far parlare sempre di lei. Bene o male purchè se ne parli…
A novembre 2011 è nata Valentina la sua primogenita…
Il 29 novembre 2012 supero il colloquio-esame con il presidente Bruno Tucci dell’Odg Lazio e diventa giornalista-pubblicista…Il 23 marzo 2013 viene pubblicato il suo primo articolo pagato su un quotidiano nazionale: La Notizia Giornale di Gaetano Pedullà.

In quello stesso anno ho iniziato a pubblicare articoli su Blasting News,una testata telematica con sede in Svizzera.

Ad Ottobre 2013 supera l’orale del concorso 300 insegnanti scuola infanzia di Roma Capitale iniziato con la preselezione e lo scritto nel 2012.Come idonea il 4 settembre 2015 viene assunta a tempo indeterminato con sede provvisoria in zona p.zza Ungheria a Roma.

Terminato l’anno di prova ,nel 2016 mi sono trasferita con sede definitiva in zona limitrofa al mio domicilio.

Quali strategie educative utilizzare per mediare i litigi tra bambini? Cosa può succedere quando si cerca di intervenire per tutelare i minori.

Le liti tra bambini sia nel contesto scolastico che extrascolastico sono momenti di crescita cognitiva e socio-emotiva,esperienze utili al loro sviluppo. Spesso i genitori  non percepiscono il valore cognitivo di questi conflitti e li vivono con grande tensione, col fine di interromperli rapidamente, spesso accusando altri genitori o gli insegnanti stessi se non sono capaci di contenerli come loro vorrebbero.

Nella scuola dell’infanzia sono molto frequenti i litigi tra bambini. E’ importante avere fiducia e lasciare che il bambino risolva da solo i piccoli litigi . In età prescolare è fisiologico che i bambini litighino tra loro perché devono ancora imparare a valutare il piacere del giocare insieme con il loro egocentrismo.

Il genitore che interviene spesso trasforma un normale litigio in un caso di lesa maestà al figlio.

 

Vademecum su come comportarsi in caso di liti tra bambini secondo la psicologa psicoterapeuta dottoressa Paola Scalari.

Se pensate  che si possano far male perché arrivano spesso alle mani, è bene avvicinarsi fisicamente al luogo dello scontro,tenerli d’occhio ma in silenzio senza intervento verbale. Lo sguardo dell’adulto deve essere contenitivo e severo per rimproverare su quanto sta accadendo.

Quando la situazione rischia di diventare pericolosa l’adulto dovrebbe avvicinarsi sempre in silenzio e poi dividere i bambini. Non bisogna colpevolizzare i bimbi, si potrebbe dire loro di fare una pausa e farli giocare da soli per un po’.

Stimolandoli alla riflessione ed evitando frasi di circostanza del tipo:”Non si litiga”,”Non devi picchiare il tuo compagno”.Quando si cerca si spronare un atteggiamento, si ottiene di solito il  contrario, ossia farlo esplodere.

La funzione dell’adulto, genitore o insegnante che sia è quello di regolamentare la lite, non punire.

La sana aggressività è una tappa della crescita e il narcisismo che, a volte, porta a situazioni di scontro è ‘normale’, parte  del bimbo in questa fascia d’età.

L’adulto, invece, spesso, interpreta questi momenti di scontro tra coetanei  considerando quel litigio in base alle sue emozioni.

Emblematico fu il caso di una maestra  sanzionata ingiustamente perché tentava di dividere due bambini che litigavano, il fatto risale al 6 ottobre del 2009 e la maestra Donatella Boschetti venne accusata di aver malmenato e strattonato un alunno di 10 anni presso l’istituto S.Camillo a Forcellini nel padovano. La storia andò diversamente da quanto ricostruito dall’allora dirigente scolastica dell’istituto e anche rispetto a quanto aveva dichiarato la mamma del ragazzino in una querela poi archiviata dall’autorità giudiziaria. La maestra per dividere due compagni graffiò involontariamente col braccialetto uno di loro che cercava di divincolarsi. La mamma dell’alunno invece di capire la accusò di averlo quasi soffocato (non verrà refertata alcuna lesione) e la querelò. La dirigente sulla base di quella querela scrisse una relazione contro la maestra,tanto da far scattare la sanzione.

Il giudice Perrone interroga ben 12 colleghe della scuola e da quelle testimonianze emerge la verità.

Dopo 3 anni l’insegnante, difesa dal giudice del lavoro Perrone si vede azzerrata la sanzione disciplinare della censura inflitta dall’Ufficio Scolastico Provinciale e un risarcimento di 5 mila euro che dovranno essere saldate dal Miur e più l’obbligo di dover esporre per un mese la sentenza nella scuola padovana.